La moderna società nega la verità incontroverbile mentre i rapporti sono mercificati e regolati dalla paura o dalla necessità…

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Se non riesce a far pace con te stesso, ci sarà un motivo indotto dall’esterno, oppure più semplicemente le cause sono da ricercare nel proprio Dna. Convinto che i social-network sono delle piattaforme destinate a socializzare, ti potresti accorgere a proprie spese che non è affatto così. Infatti, il sistema è falsato dalla condotta di una buona parte dei partecipanti che non riescono a liberarsi della propria naturale pelle per cambiare “ragione sociale”, modi e termini comportamentali, fino a rovinare sul selciato, coinvolgendo tanti altri ignari partecipanti in buona fede. La conferma che i rapporti sono ormai globalizzati, mercificati e non più onesti e sinceri.

Nella Sicilia contemporanea, ma possiamo estendere benissimo ormai l’esempio anche oltre lo Stretto, viviamo in una società che non rispecchia più i valori in cui crediamo, come un tempo; questa funzione della sociologia è obbligatoria perché apre prospettive teoriche diverse da quelle attuali. Ma anche se siamo abbastanza fortunati da vivere in una società che rispecchia i nostri valori, dove la socialità esteriore è socialmente utile, siamo fondamentalmente in linea con la natura umana, di solito e di portati ad essere più ipocriti che sinceri. Questo per autodifesa e non per difetto intrinseco, come nella vita di tutti i giorni ci sono poche cose soddisfacenti, ad esempio nel vedere un nuovo “mi piace” a un proprio post su Facebook, ma solo per le prime volte, per accorgerti della falsità del sistema ipocrita e deleterio. La nostra finta realizzazione personale e l’illusione di essere famosi, conosciuti, scatenano una specie di dipendenza, lasciandoci poi con il bisogno di ottenere ancora tanti “mi piace”. Tutto questo avviene in un mondo in cui ormai si gioca al massacro dei falsi vincoli sociali, per fortuna si salva ogni tanto qualcuno, ma nel complessivo hanno la funzione di impedire di interferire con la libertà della persona in quando essere umano capace di emozionarsi, condizionarsi, ma le risposte in tal senso devono essere congruenti. Sull’origine dell’etica e dell’onore poi, si acquisiscono gli elementi fondamentali per rispondere alle domande sulla giustificazione razionale, dove i principi morali hanno una storia che è sola in parte dettata dalla nostra natura, mentre i comportamenti assumono aspetti di acculturamento del luogo dove si è vissuti da giovani e quindi dalla famiglia d’origine.

La natura ci chiede di affidarci agli altri in molte percezioni importanti e siamo ben disposti a dimostrare di essere noi stessi affidabili allo scopo di assicurarci che anche gli altri lo siano. La distinzione tra ciò che effettivamente si aspira in una certa situazione e ciò che si ritiene attraente, si manifesta come la distinzione tra ciò che impegna a desiderare qualcosa e ciò che capita invece di desiderare. Ma tutto ciò significa anche che dobbiamo credere che gli altri possano effettivamente essere motivati dalla tregua che si mantenga così la parola “data”; ma oggi che si nega persino la verità incontroverbile e i rapporti sono regolati dalla paura o dalla necessità e non dai valori, come l’onore e la parola “data”, le vecchie regole sono distrutte.

Tutto questo conferma l’importanza dei principi morali fondamentali, rafforzandone l’impatto sociale. Ma allora nella vita reale così come nella vita virtuale, è tutto falso? E come ha scritto Scipio di Castro, poeta e scrittore italiano, citato da Leonardo Sciascia nei suoi libri, “Sicilia e sicilitudine”, “La corda pazza”, “Scrittori e cose della Sicilia”, durante la sua esistenza, dal 1521 al 1588, che “i siciliani generalmente sono più astuti che prudenti, più acuti che sinceri, amano le novità, sono litigiosi, adulatori e per natura, invidiosi; sottili critici delle azioni dei governanti, ritengono sia facile realizzare tutto quello che loro dicono farebbero se fossero al posto dei governanti. D’altra parte, sono obbedienti alla Giustizia, fedeli al Re e sempre pronti ad aiutarlo, affezionati ai forestieri e pieni di riguardi nello stabilirsi delle amicizie. La loro natura è fatta di due estremi: sono sommamente timidi e sommamente temerari. Timidi quando trattano i loro affari, poiché sono molto attaccati ai propri interessi e per portarli a buon fine si trasformano come tanti Protei, si sottomettono a chiunque può agevolarli e diventano a tal punto servili che sembrano nati per servire. Ma sono di incredibile temerarietà quando maneggiano la cosa pubblica e allora agiscono in tutt’altro modo”.

Concetto Alota

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