Procura di Siracusa: inquinamento un troncone dell’inchiesta coinvolge quasi tutti i vertici delle industrie

 

Si dice che la speranza è l’ultima a morire. Buone notizie per i residenti nei comuni industriali che sono ormai disperati perché colpiti dalla puzza e dai miasmi giorno e notte a turno regolare avvicendato, in base a come spirano i venti. È ancora aperto un altro troncone d’inchiesta della Procura di Siracusa sull’inquinamento nel petrolchimico siracusano in cui sono indagati quasi tutti i vertici delle industrie che insistono nella zona industriale, così come dei depuratori dei dintorni. La ripresa delle indagini dopo la pausa estiva lascia sperare i necessari chiarimenti sulla grave situazione che ormai è diventata improcrastinabile. La puzza e i miasmi si sono addirittura triplicati e la situazione appare fuori controllo, con l’angoscia della popolazione.

Si tratta di un’indagine stralciata, parallela, separata da quella iniziata nel 2015 e che portò nel 2017 al sequestro preventivo degli impianti delle due raffinerie Esso e Isab che insistono nel petrolchimico siracusano. Come già pubblicato da queste colonne, i legali difensori di Esso Italia e Isab-Lukoil hanno depositato nel tempo utile stabilito per il 24 ottobre scorso le dichiarazioni di osservanza degli aggiornamenti degli impianti, così come prescritto dal Gip del tribunale di Siracusa Michele Consiglio a suo tempo, su richiesta della Procura aretusea.

Adesso i tre consulenti della Procura di Siracusa, Rino Felici, Arpa di Milano, Mauro Sanna, Arpa del Lazio, e Nazareno Santilli, dirigente del Ministero dell’Ambiente e dell’Ispra, avranno 30 giorni di tempo per eseguire i controlli sugli adempimenti o meno degli impianti delle due raffinerie Esso e Isab, che hanno anche versato un’ingente somma a titolo di cauzione e a garanzia dei lavori necessari all’adeguamento degli impianti. Risultati che sono subordinati al dissequestro o meno degli impianti nelle raffinerie incriminate. Se tutto sarà in ordine, gli impianti saranno dissequestrati, in caso contrario occorrerà la concessione di una proroga, o un nuovo sequestro con tutte le conseguenze del caso.

Nel contesto generale, c’è da registrare che mentre l’Isab ha ottemperato in pieno a tutti i lavori ordinati dal tribunale di Siracusa, la Esso, non avendo portato a termine tutti i lavori programmati, giustificando il ritardo a causa della cessione degli impianti alla Sonatrach, ha chiesto una proroga per lavori di poca entità; sarà quest’ultima a ottemperare a quanto disposto dall’autorità giudiziaria.

Alle raffinerie sino ad ora coinvolte, è stato prescritto, quale condizione per la prosecuzione dell’esercizio, di provvedere a una serie di lavori, tra cui, la copertura delle vasche di trattamento delle acque reflue industriali e a monitoraggio e miglioramento delle coperture dei serbatoi, nonché al completamento della realizzazione degli impianti di recupero vapori ai pontili di carico e scarico. Sono stati prescritti, altresì, ulteriori adempimenti relativi a torce, camini e monitoraggio delle emissioni in atmosfera.

Concetto Alota

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