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Mafia, arrestati 24 appartenenti al clan Scalisi, sventati omicidi

È di  24 arresti il bilancio dell’operazione condotta dalla Polizia di Stato in tutta Italia contro il clan mafioso Scalisi. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Catania su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, con l’accusa di associazione mafiosa, traffico di stupefacenti, estorsione, detenzione abusiva di armi, ricettazione e altri reati aggravati dall’agevolazione dell’organizzazione criminale.   Per l’esecuzione dei provvedimenti sono stati impiegati oltre 150 operatori delle questure di Catania, Napoli, Caserta, Nuoro, Sassari, Pavia, Siracusa, Udine, Taranto e Chieti. I primi 10 provvedimenti erano stati eseguiti con urgenza per scongiurare una serie di omicidi che gli indagati avevano pianificato. Secondo le indagini, il reggente del clan Scalisi aveva ideato una vendetta per la morte del figlio diciassettenne, ucciso a coltellate durante una violenta rissa tra giovani avvenuta a Francofonte (Siracusa) il 20 aprile scorso. Le attività di intercettazione hanno permesso di ricostruire la forte volontà di vendetta dell’uomo, che aveva pianificato di eseguire gli omicidi negli ultimi giorni di settembre, coinvolgendo anche altri membri della famiglia e del clan. Le intercettazioni hanno rivelato che i piani per la realizzazione delle uccisioni coinvolgevano anche lo zio della vittima e altri appartenenti al nucleo familiare, residenti a Chieti. Questo ramo della famiglia era stato incaricato di confezionare delle finte divise da carabiniere e di noleggiare un furgone privo di localizzatore satellitare, che sarebbe stato utilizzato per trasportare le armi e per il viaggio di andata e ritorno da Chieti alla Sicilia. Gli investigatori hanno inoltre scoperto che, per crearsi un alibi, lo zio avrebbe partecipato a un matrimonio previsto per il 20 settembre, per poi recarsi in Sicilia, prendere parte all’omicidio e tornare in Abruzzo subito dopo.

 

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