“Il diritto alla casa non può più essere ignorato.” È il grido d’allarme lanciato dall’ANIA Inquilini, che in un comunicato denuncia l’aggravarsi dell’emergenza abitativa in Italia e chiede con forza un nuovo Piano Casa nazionale.
Secondo l’organizzazione, il diritto all’abitare, parte integrante della dignità umana e del diritto al lavoro, si è trasformato in un privilegio per pochi, schiacciato dagli interessi economici e dall’inerzia della politica.
Le cronache recenti raccontano storie drammatiche: un uomo di 71 anni a Milano, un 53enne a Treviso, un 42enne a Lucca – tutti accomunati dallo stesso tragico epilogo dopo la perdita della casa. “Non erano abusivi o furbi del sistema,” sottolinea il Segretario nazionale Andrea Monteleone, “ma cittadini onesti, vittime di un meccanismo che li ha lasciati soli.”
Per l’ANIA “non basta una legge come l’ex equo canone”, serve una visione strutturale. L’associazione propone:
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un nuovo Piano Casa nazionale, ispirato al modello Fanfani-GESCAL,
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un fondo stabile di sostegno alla locazione per famiglie a basso reddito,
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il riuso del patrimonio immobiliare pubblico inutilizzato,
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un piano di edilizia popolare regionale con fondi europei e statali,
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e un controllo dei canoni nelle aree metropolitane.
In Sicilia la situazione è particolarmente grave: oltre 70.000 famiglie vivono in condizioni di disagio abitativo e più di 20.000 rischiano lo sfratto, con affitti cresciuti del 30% in cinque anni e redditi fermi.
“Rimanere senza casa a 71 anni, senza alternative né sostegno, è una sconfitta per lo Stato,” denuncia Monteleone. “Non è eticamente accettabile che si spendano milioni per altri scopi e non si garantisca un tetto a chi ha sempre rispettato le regole.”
L’ANIA chiede al Governo e alle Regioni di istituire un tavolo tecnico permanente per affrontare l’emergenza e restituire equità, umanità e dignità al diritto all’abitare.
