Il sindacato SINALP Sicilia denuncia con fermezza la decisione del Comune di Palermo di imporre agli Assistenti all’Autonomia e alla Comunicazione (ASACOM) l’apertura di una partita IVA per poter continuare a lavorare.
Secondo il Segretario regionale Andrea Monteleone, questa scelta rappresenta “il colpo di grazia per centinaia di professionisti che garantiscono ogni giorno il diritto costituzionale allo studio dei ragazzi con disabilità”.
Gli ASACOM – sottolinea il sindacato – non sono liberi professionisti, ma lavoratori inseriti a pieno titolo nel sistema scolastico pubblico, con orari, turni e direttive imposte dalle istituzioni. L’obbligo di aprire una partita IVA “snatura completamente la funzione educativa e sociale del servizio, trasformandolo in un’attività precaria e priva di tutele”, aggiunge Gaetano Bonura, responsabile SINALP Enti Locali.
Il SINALP ribadisce che l’unica soluzione dignitosa è la stabilizzazione contrattuale degli ASACOM come dipendenti del Ministero dell’Istruzione e del Merito, in linea con quanto previsto dalla Legge 104/1992 e dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
“Con questo bando – afferma il sindacato – il Comune di Palermo scarica sui lavoratori le proprie inefficienze, generando nuova precarietà e un danno diretto agli studenti con disabilità, che rischiano di perdere continuità educativa e qualità nel servizio”.
Il SINALP Sicilia chiede dunque il ritiro immediato del bando, l’apertura di un tavolo tecnico urgente con le organizzazioni sindacali e il sostegno al Disegno di Legge unificato (NT1), fermo in Parlamento, per la stabilizzazione nazionale degli ASACOM.
“L’obbligo della partita IVA – conclude Monteleone – non è una soluzione tecnica, ma una resa politica e sociale. Gli ASACOM non sono liberi professionisti: sono lavoratori della scuola e dello Stato, e come tali devono essere riconosciuti e tutelati”.
