“La diretta di ieri ha fatto luce su una verità scomoda: Aretusacque è nata in fretta e furia, con metodi opachi e senza il coinvolgimento reale di tutti i Comuni. Abbiamo detto di no a una gestione dell’acqua imposta da pochi, senza regole né rispetto istituzionale. Ho voluto parlare ai cittadini con chiarezza, ripercorrendo punto per punto le irregolarità che hanno caratterizzato la costituzione della società mista Aretusa Acque. Un’operazione da un miliardo di euro, imposta con un blitz estivo e senza alcun rispetto per il confronto democratico”. Lo dichiara l’on. Luca Cannata, deputato nazionale di Fratelli d’Italia, intervenuto ieri con una lunga diretta social per denunciare il metodo utilizzato lunedì durante l’assemblea dei sindaci chiamata a discutere un atto storico, che impegna per trent’anni il futuro del servizio idrico in 19 comuni della provincia di Siracusa.
“Abbiamo assistito a un’assemblea surreale – sottolinea – iniziata con oltre un’ora di ritardo, senza alcuna spiegazione da parte del presidente dell’Ati, il sindaco di Siracusa Francesco Italia, come se si stessero ancora definendo accordi di potere sottobanco fino all’ultimo minuto”. Cannata ha difeso con forza la posizione espressa dai sindaci di Avola, Francofonte e Portopalo, che hanno sollevato, assieme anche al sindaco di Carlentini, legittime e fondate obiezioni sul metodo adottato per la scelta del comitato di Sorveglianza, organismo che dovrà controllare investimenti, tariffe e qualità del servizio.
“Abbiamo detto no per difendere un principio semplice ma fondamentale: i cittadini meritano un servizio idrico efficiente, con reti moderne e bollette sostenibili – tiene a precisare il parlamentare di Fratelli d’Italia -. La nostra battaglia non è per le poltrone, ma per avere finalmente condutture che non perdano acqua ogni giorno, per investimenti reali e tariffe eque in tutta la provincia. Con una forzatura inaudita, è stata proposta una lista unica, escludendo ogni voce diversa. Così facendo, si sono messi a tacere quasi 100mila cittadini rappresentati da comuni che hanno espresso dissenso. È una negazione della rappresentanza democratica”. Particolarmente critico anche il passaggio sulle indennità approvate per la governance della società: “Parliamo di circa mezzo milione di euro l’anno che finiranno per pesare sulle bollette delle famiglie – stigmatizza – Una vergogna, specie in un momento storico in cui si chiedono sacrifici ai cittadini. L’acqua non è un’occasione per spartirsi poltrone. Oggi, invece, un blocco di potere ha deciso tutto in solitudine: ruoli, nomine, compensi. Il Comune di Siracusa – che ha la quota più alta – ha blindato la governance con il sostegno del solito cerchio politico, chiudendo la porta a decine di migliaia di cittadini rappresentati da altri Comuni”.
Cannata ha infine rivolto un attacco diretto non solo al sindaco di Siracusa, ma anche al deputato regionale e sindaco di Melilli Giuseppe Carta, non lesinando critiche agli altri deputati Ars: “Si è consumato un atto di prepotenza politica. Un sistema chiuso e autoreferenziale che ha ignorato le regole basilari della partecipazione e del rispetto istituzionale – conclude -. Continuerò la battaglia in tutte le sedi: politiche, istituzionali e legali. Perché l’acqua non è un affare per pochi, ma un diritto per tutti e noi vogliamo un servizio efficiente, condutture moderne e tariffe sostenibili, non stangate in bolletta. Noi abbiamo scelto la trasparenza e il coraggio. E continueremo a vigilare, perché dietro ogni bolletta che arriverà c’è una scelta politica e noi abbiamo detto no al sistema messo in piedi da Italia assieme a Carta, Gennuso, Auteri, Spada e i loro sindaci amici”.
