Domani (domenica 25 gennaio), ricorre il sedicesimo anniversario della morte di Stefano Biondo, il ventunenne siracusano disabile psichico, che perse la vita nel gennaio 2011 all’interno di una comunità alloggio siracusana, dove era stato ricoverato appena il giorno prima. Stefano muore per soffocamento meccanico, causato da una manovra di contenimento brutale e senza appello in un luogo che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto proteggerlo. Di seguito le dichiarazioni dell’avvocato Salvatore Lo Vecchio, legale della famiglia dello sfortunato giovane e di Rossana La Monica, sorella e tutrice di Stefano.
“E’ trascorso molto, troppo tempo dalla morte di Stefano Biondo – afferma l’avvocato Salvatore Lo Vecchio, che difende la parte civile – e purtroppo, le varie vicende processuali (richiesta di archiviazione della Procura, opposizione, conseguenti supplementi di indagine, appello, ecc.) hanno ritardato i tempi del processo. E’ tuttora pendente l’appello alla sentenza del Tribunale di Siracusa che aveva accolto le rimostranze dei familiari di Stefano. Certo, nessuno potrà restituire Stefano all’amore dei propri congiunti, ma di certo c’è ancora margine (nonostante il lungo tempo trascorso e le conseguenti inevitabili ricadute sul reato) per dare un senso al processo e alla giustizia. Non solo per i familiari di Stefano, che in ogni sede l’hanno sempre reclamata, ma anche per tutte le vittime di reati, soprattutto quelli più odiosi perché implicano la perdita della vita di una persona e la condanna dei congiunti ad una eterna inguaribile sofferenza”.
“Ribadisco il mio dolore e la mia indignazione – dice Rossana La Monica, sorella e tutrice di Stefano – Dopo anni di processi, rinvii, silenzi e attese, la giustizia non è mai arrivata. L’unico imputato, un infermiere condannato in primo grado a due anni per omicidio colposo, ha visto il reato prescritto in appello. La prescrizione non è giustizia. È un fallimento dello Stato, un’ulteriore ferita inferta non solo alla memoria di Stefano, ma a tutte le famiglie che ogni giorno lottano per i diritti delle persone fragili. Con l’associazione Astrea abbiamo promosso iniziative in aiuto delle fasce deboli, il territorio e gli animali, per la tutela dei diritti delle persone con disabilità, per la trasparenza nelle strutture sanitarie e per una giustizia più equa e accessibile. Ma ogni anno che passa senza verità e responsabilità è un macigno che pesa sul cuore di tutti noi”.
