Cna: “A Siracusa cresce il Pil ma non il benessere sociale”

Una crescita del Pil senza benessere sociale. Una contraddizione in termini emersa nella relazione dal titolo “Il paradosso siracusano”, frutto dell’analisi realizzata dal Centro Studi della Cna. Si parte dalla considerazione che Siracusa è la provincia italiana con la crescita economica più alta del Paese. Secondo le stime di Prometeia, il prodotto interno lordo è cresciuto del 44,7% tra il 2019 e il 2025, primo assoluto in Italia, davanti a Caltanissetta e Milano. Il valore aggiunto 2024 è stimato in 9 miliardi di euro. L’altra parte della medaglia è costituita dalla qualità della vita nella quale Siracusa precipita al 106° posto. “La risposta – spiega la Cna in un documento di sintesi – sta nel meccanismo di non-redistribuzione della ricchezza generata”. Così accade che il Pil generato dal polo petrolchimico segna un roboante 70% del valore aggiunto manifatturiero, ma impiega solo il 6,8% degli occupati, ma “la sua natura capital-intensive limita la redistribuzione via lavoro. La sfida è affiancare, non sostituire: diversificare creando nuovi pilastri senza sacrificare la produttività esistente”. Il 68,3% degli occupati hanno contratti a termine con uno stipendio di 455 euro a settimana nei servizi.
Per quanto riguarda le retribuzione, il polo industriale comanda con 840 euro alla settimana con il 7% di occupati, mentre nella pubblica amministrazione (18,2% di occupati) lo stipendio è di 758 euro la settimana. In agricoltura, nel commercio e nei servizi, settori che occupano il 64% dei lavoratori, si scende a 455 euro per finire con le altre categorie dove la retribuzione settimanale media è di 350 euro. Le donne guadagnano mediamente circa il 25% in meno degli uomini (37% nel settotre privato), mentre nel settore del turismo il gap scende a -14%.
Le ore di cassa integrazione nella provincia aretusea sono aumentate del 88,6% nel primo semestre dello scorso anno, in controtendenza rispetto alla media regionale (-25%). “Il dato conferma – scrive Cna – la dipendenza da fattori esogeni: quando i prezzi dell’energia si normalizzano, il territorio torna vulnerabile”.
Significativo il dato demografico con la provincia di Siracusa che si attesta a 382mila abitanti e nell’arco 2011-2025 ha perso complessivamente 17mila residenti (-4,3%).
Il turismo è il settore più promettente: nel 2024 la provincia ha registrato 619mila arrivi (+15% rispetto al 2023) e quasi un milione e 900mila presenze. Per la prima volta i turisti stranieri hanno superato il 50% e l’impatto economico è stimato in 335milioni, vale a dire il 3,9% del Pil provinciale.
La Cna suggerisce cinque leve per invertire la rotta: diversificazione economica con l’affiancamento al polo petrolchimico di green economy, economia circolare e servizi avanzati; progetti di inserimento lavorativo qualificato, incentivi al rientro, collegamenti università-imprese, Its academy; incentivo alla stabilità contrattuale; governance del turismo orientata alla destagionalizzazione e alla qualità dell’offerta; integrazione dei servizi socio-sanitari, politiche familiari per la natalità, redistribuzione della ricchezza.

By Francesco Nania

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