Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i tredici indagati, raggiunti da misure cautelari nell’ambito di un’operazione antidroga portata a termine dai poliziotti ad Avola. Gli indagati, con l’assistenza dell’avvocato Antonino Campisi, sono comparsi dinanzi al Gip del tribunale di Siracusa ma hanno scelto di fare scena muta. alle immagini tratte dal sistema di videosorveglianza si vede un indagato che punta la canna di una pistola contro un assuntore. Per gli inquirenti si tratterebbe del chiaro segnale di minaccia a chi aveva contratto debiti per la cessione di stupefacenti. Questo è uno degli aspetti che la Procura aretusea ha fatto emergere dalle indagini di commissariato di Avola e squadra mobile nei confronti di un gruppo egemone nello spaccio di droga. È stata eseguita la misura cautelare disposta dal Gip del tribunale con sette ordinanze di custodia cautelare in carcere, quattro di custodia ai domiciliari e due che dispongono l’obbligo di firma e di dimora. Gli indagato rispondono, a vario titolo, di violazioni della normativa sugli stupefacenti, estorsione, detenzione illecita di armi da sparo.
L’attività è iniziata nel 2024 con l’arresto di uno degli attuali destinatari delle misure, Giovanni Magro, avolese di 56 anni, che è ritenuto dagli inquirenti l’organizzatore della piazza di spaccio avolese, attiva a qualsiasi ora del giorno e della notte, e che aveva come base operativa l’abitazione di uno degli arrestati non lontano dal centro storico avolese e riforniva gli assuntori di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e crack.
