Droga nel Siracusano: solo Pincio non fa scena muta dal Gip

Hanno fatto scena muta davanti al Gip del tribunale di Catania, Chiara Datola Di Dio, gli undici indagati coinvolti nell’operazione antidroga eseguita dai carabinieri con il coordinamento della Procura distrettuale antimafia etnea. Difesi dagli avvocati Natale Vaccarisi, Michele Mascelllari e Carlo Aloschi, s i sono avvalsi della facoltà di non rispondere Vincenzo Bramante, Vincenzo Zocco, Sebastiano e Massimiliano Mangiafico, Paolo Sbriglio, Samantha Carrubba, Francesco Bifumo, per i quali è scattata la misura cautelare in carcere. Scena muta anche per Demian Giuffrida di 25 anni, Antonio Bramante e Natalina Carrubba, per i quali è stata emessa la misura degli arresti domiciliari.
È stato sentito, in videoconferenza dal carcere dell’Aquila dove si trova detenuto per altra causa, Davide Pincio. Assistito dall’avvocato Junio Celesti, l’indagato ha detto al giudice di essere già stato processato per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, stupendosi che i collaboratori di giustizia, tra i quali Luca Costanzo, Emanuele Riani e Claudio Barone, ripetano le accuse mosse in passato nei suoi confronti. Per gli inquirenti, Pincio sarebbe al vertice dell’associazione. E’ detenuto per associazione mafiosa, ritenuto appartenente al clan Santa Panagia. Alla fine del mese di marzo, il Gup del tribunale etneo lo ha condannato alla pena di 16 anni di reclusione nell’ambito dell’operazione Borgata.

By Francesco Nania

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