Il Gup del tribunale aretuseo, Carmen Scapellato, ha condannato cinque francofontesi, coinvolti in quattro tentati omicidi, avvenuti lo scorso anno. La pena più severa è stata irrogata a Giovanni Fava che deve scontare 16 anni, 2 mesi e 15 giorni di reclusione dovendo rispondere di due tentati omicidi, porto abusivo di armi, spaccio di stupefacenti. Il legale difensore, Nancy Grimaldi, aveva chiesto il riconoscimento della legittima difesa e attenderà adesso il deposito delle motivazioni della sentenza per ricorrere in appello. 9 anni e 4 mesi sono stati inflitti a Giuseppe Fava, 10 anni e 8 mesi per Simone Maugeri (assistito dall’avvocato Junio Celesti). Condannati anche Jason Lia a 9 anni e 10 mesi e il fratello Antonino a 3 anni e 4 mesi, difesi dagli avvocati Francesco Maria Marchese, Concetta Rita Nicotra.
Oggetto d’indagine dei carabinieri, culminata nell’aprile scorso con l’arresto dei presunti responsabili, sono stati quattro conflitti a fuoco, di cui tre tentati omicidi commessi con l’uso di armi iniziati nell’agosto 2024 con una sparatoria avvenuta nei pressi della villa comunale, fino all’ottobre dello stesso anno, con inseguimenti tra auto e spari per le vie cittadine. Le indagini sono state sviluppate attraverso attività tecnica, servizi di osservazione, controllo e pedinamento, acquisizione telecamere, escussione di testimoni e accertamenti tecnico-scientifici di tipo biologico, dattiloscopico e balistico.
Faida di Francofonte: il Gup infligge cinque condanne
