Il Dominio di Re Giorgio

Ci sono figure che non si limitano a vestire un’epoca, ma che la insegnano. Giorgio Armani è stato questo: un mentore silenzioso per intere generazioni che hanno imparato che la classe non è acqua, ma disciplina, misura, predisposizione e soprattutto ascolto. Oggi sembra quasi un miraggio: il desiderio di saper fare, di voler fare, di credere che la bellezza possa nascere anche dalla razionalità, purché innestata sulla passione. Armani ci ha insegnato che i sogni non vanno solo rincorsi, ma anche pianti. Che la paura del nuovo è inevitabile, eppure necessaria. Buttarsi significa rischiare di cadere: ma un cuscino di sostegno lo si trova sempre e se non lo si trova, si impara a dormire anche sui terreni più spigolosi. È questa la lezione che resta, più della perfezione di una giacca o dell’equilibrio di una collezione: l’idea che la classe, se accompagnata dal giusto maestro, non sia privilegio innato, ma possibilità condivisa. Perché anche chi si sente lontano, “fuori posto”, può riconoscersi parte di un linguaggio universale di stile e dignità. È questo che rende “Re Giorgio” immortale: non l’abito in sé, ma il coraggio che quell’abito ispira.

By wltv

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