Il bilancio delle vittime continua ad aggravarsi a Hong Kong. Un devastante incendio ha avvolto il complesso residenziale Wang Fuk Court, nel quartiere di Tai Po. L’incendio, classificato al massimo livello di emergenza, ha causato finora decine di morti e centinaia di dispersi, in quella che è stata definita una delle peggiori tragedie legate al fuoco degli ultimi decenni in città.
Le autorità hanno confermato che tra le vittime accertate c’è anche un pompiere, impegnato nelle operazioni di soccorso estremamente complesse.
Le fiamme si sono propagate con inaudita rapidità su sette degli otto grattacieli del complesso.
L’elemento che avrebbe trasformato gli edifici in vere e proprie torce è stato il materiale utilizzato per i lavori di ristrutturazione in corso:
Impalcature di bambù: che, rivestendo le facciate, hanno agito come miccia.
Pannelli di polistirolo: un materiale altamente infiammabile che sembra fosse stato apposto sui vani ascensore.
Molti residenti, tra cui anziani e famiglie, sono rimasti intrappolati ai piani alti. Le prime ricostruzioni indicano che i sistemi di allarme antincendio non sarebbero scattati, ritardando l’evacuazione e i soccorsi. I dispersi si contano ancora a centinaia (secondo alcune fonti, fino a circa 300), mentre i soccorritori continuano la ricerca tra le macerie e i piani più alti ancora sotto controllo.
arrests Indagini e Arresti
In seguito al rapido e drammatico aggravarsi del bilancio, la polizia ha avviato un’indagine. Tre uomini dell’impresa edile responsabile della ristrutturazione dei condomini sono stati arrestati con l’accusa di omicidio colposo in relazione all’incendio.
Le fiamme, dopo oltre un giorno di incessante lavoro da parte di 767 vigili del fuoco e 400 agenti di polizia, sono state quasi del tutto domate. Le autorità hanno allestito rifugi temporanei e invitato i residenti delle zone vicine a restare al chiuso per proteggersi dal denso fumo.
