Un dibattito all’Istituto Gramsci Siciliano per ricostruire le radici storiche della tragedia in corso
Lunedì 6 ottobre alle ore 17.30, presso l’Istituto Gramsci Siciliano, si terrà un incontro pubblico dal titolo “Palestina/Israele: un conflitto secolare. Dal sionismo di insediamento al genocidio a Gaza”. L’iniziativa mira a fornire strumenti di comprensione storica di una vicenda che, tornata drammaticamente al centro dell’attenzione mondiale dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la durissima risposta militare di Israele, non può essere ridotta alle sole cronache dell’ultimo anno.
Gli organizzatori sottolineano la necessità di collocare gli eventi odierni all’interno di una lunga storia che affonda le radici nella fine dell’Ottocento, quando il movimento sionista elaborò il progetto di uno Stato ebraico in Palestina, territorio allora attraversato da dinamiche di modernizzazione economica e politica e da aspirazioni nazionali proprie della popolazione araba locale.
A guidare la discussione saranno due volumi di recente pubblicazione: “Questa terra è nostra da sempre. Israele e Palestina” (Laterza), firmato da Arturo Marzano dell’Università di Pisa, e “I palestinesi. Storia di un popolo e dei suoi movimenti nazionali” (Carocci), scritto da Maher Charif e Issam Nassar, con una postfazione di Maria Chiara Rioli dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Attraverso il dialogo tra i due studiosi e il contributo del pubblico, l’incontro intende fare chiarezza su una serie di narrazioni fuorvianti e semplificazioni diffuse, spesso rilanciate dai principali media italiani e internazionali. Al centro del dibattito, l’analisi dell’evoluzione dei diversi progetti sionisti e delle forme assunte dallo Stato di Israele, insieme alla ricostruzione della storia dell’identità palestinese e dei movimenti nazionali che hanno cercato, in epoche diverse, di rappresentarla.
L’obiettivo dichiarato è quello di fornire una “bussola critica” che permetta di orientarsi in una vicenda segnata da conflitti, violenze e fratture, ma anche da tentativi di costruzione politica e sociale. Una riflessione che acquista particolare urgenza di fronte alle devastazioni in corso a Gaza e che solleva una domanda radicale: cosa resterà della coscienza umana dopo questa tragedia?
