La Regione istituisce ufficialmente la “Super Zes”. Una versione potenziata della Zona Economica Speciale nazionale, pensata per trasformare l’Isola in un terreno ancora più fertilee. L’obiettivo dichiarato dal presidente Renato Schifani è ambizioso. Affiancare alle agevolazioni statali nuovi strumenti di semplificazione amministrativa. Importantre anche una dotazione finanziaria regionale aggiuntiva, creando uno scudo efficace contro i tempi lunghi della burocrazia.
La vera novità di questa riforma risiede nella capacità della Regione di attivare regimi procedimentali speciali su tutto il territorio siciliano. La Super Zes permetterà di velocizzare drasticamente le pratiche necessarie all’apertura o all’espansione di attività produttive. Pur mantenendo intatti i presidi fondamentali sui procedimenti paesaggistici, ambientali e urbanistici.
Un pilastro fondamentale della nuova Super Zes è il ruolo centrale attribuito alla Presidenza della Regione. Il presidente Schifani potrà esercitare poteri di impulso e intervenire con poteri sostitutivi.
Sul fronte degli incentivi economici, la norma guarda già al 2026 con l’istituzione di un apposito Fondo regionale da 10 milioni di euro.
Questa somma non si sostituisce al credito d’imposta nazionale della Zes Unica, ma agisce in modo sussidiario e aggiuntivo. L’idea è quella di coprire lo “scarto” necessario affinché ogni impresa possa raggiungere il massimale di aiuto consentito dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027. Tuttavia, per accedere a queste risorse, la Regione pone una condizione di lealtà verso il territorio: le aziende beneficiarie devono impegnarsi a mantenere attiva l’unità produttiva in Sicilia per almeno cinque anni, garantendo così ricadute occupazionali stabili e durature.
