
23 gennaio 2022 – Vertice del centrosinistra in programma questa mattina alla Camera il vertice del centrosinistra sul Quirinale: Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza saranno accompagnati dai capigruppo del Pd, del M5S e di Leu.
L’incontro potrebbe essere preceduto da un incontro dei soli tre leader.
Letta oggi dovrebbe tornare a incontrare anche Matteo Renzi, mentre fonti Dem spiegano che vedrร Matteo Salvini appena possibile, cosรฌ come gli altri leader del centrodestra.ย Salvini oggi incontrerร i capigruppo Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo e successivamente i governatori e i delegati regionali della Lega.
Le riunioni sono previste nel pomeriggio.
Ieri a sparigliare le carte รจ arrivato il passo indietro di Silvio Berlusconi che rappresenta l’avvio di una partita che si gioca su un piano inclinato. Tenere insieme Quirinale e governo, questa la scommessa di Enrico Letta e anche di Giuseppe Conte, che solo garantendo il prosieguo della legislatura puรฒ tenere uniti i suoi gruppi parlamentari.ย “Affrontiamo questo difficile passaggio coi nostri alleati. Coi quali a partire da oggi, dopo la fine della candidatura di Berlusconi che aveva bloccato fino a ieri tutto, concorderemo nomi e proposte”, scrive su Twitter il segretario del Pd.
Diversi passaggi si devono ancora consumare, Matteo Salvini, che a sera sente tutti i leader del centrosinistra, nelle prossime ore proporrร dei nomi di area centrodestra. Irricevibili, per il Pd: “Non consentiremo l’assalto al Quirinale”, avvertono assai irritati dal Nazareno.
Nei gruppi parlamentari c’รจ chi torna a credere nella candidatura di Pier Ferdinando Casini e chi spera ci si avviti fino ad arrivare a Sergio Mattarella.
Ma la candidatura di Mario Draghi, avvertono dalle segreterie, รจ del tutto in campo, perchรฉ ogni nome alternativo – soprattutto se sostenuto da una maggioranza ristretta – rischia di far saltare il governo. E il Mattarella bis appare lontano, arriverร solo di fronte a uno stallo irreversibile. Chi lavora per Draghi al Colle non รจ rimasto fermo, nelle ore dell’attesa per l’annuncio di Berlusconi. Il premier รจ silente e lontano dai palazzi della politica, nella sua Cittร della Pieve. Ma i contatti proseguono, si cerca di costruire il terreno per un accordo sul governo.
Viene considerata superabile l’ostilitร del Cavaliere al trasloco di Draghi da Chigi al Quirinale. Mentre fa ben sperare che nรฉ Salvini nรฉ Meloni pongano veti sul nome del presidente del Consiglio. La pretesa, osserva un draghiano, di mandare avanti il governo a ogni costo, qualunque sia l’esito del voto sul Quirinale, non regge. Se la maggioranza si spaccherร sul nome del presidente (come potrebbe avvenire su Casini, vista la contrarietร in partenza soprattutto del M5s), la caduta del governo sarebbe automatica, come ha avvertito per primo Draghi. Ma anche andare avanti come se nulla fosse, in un anno pre-elettorale, potrebbe reggere per qualche settimana o mese – avverte piรน d’uno – ma poi precipitare tutti verso elezioni anticipate, se come probabile Draghi si rifiutasse di scendere a compromessi con le richieste dei partiti. Il nodo per Draghi perรฒ resta il premier e la formula del nuovo governo. Perchรฉ รจ vero che non si puรฒ preconfezionare la squadra dei ministri, ma รจ anche vero che i leader chiedono garanzie, di un esecutivo a piรน forte impronta politica. Sarebbe stato sondata, per ora senza successo, la disponibilitร di Casini a prendere la guida del governo. Cosรฌ come continuerebbero a non convincere i nomi di Marta Cartabia (in forte ascesa nei rumor), Vittorio Colao o Daniele Franco (che non vorrebbe traslocare a Palazzo Chigi). Le prossime quarantotto ore, sottolinea un dirigente M5s, saranno decisive: non si puรฒ escludere la rottura, ma neanche un’intesa larga con il centrodestra, probabilmente dalla quarta votazione
