Secondo i dati del ministero della Salute, che valuta annualmente l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), cioè le prestazioni sanitarie che tutte le Regioni e Province Autonome devono garantire gratuitamente o a costo controllato, cioè con il pagamento del ticket – dichiarano i dirigenti dell’Osservatorio Civico Salvo Sorbello, Donatella Lo Giudice, Alberto Leone e Franco Cirillo – la Sicilia ha ancora parecchia strada da fare per avere una sanità adeguata alle necessità dei suoi abitanti. Dopo la pubblicazione, nei giorni scorsi, della Relazione 2023 del “Monitoraggio dei LEA attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia” da parte del Ministero della Salute, la Fondazione GIMBE ha condotto un’analisi indipendente per misurare le differenze regionali nel garantire i diritti fondamentali di salute, con particolare attenzione all’entità della frattura Nord-Sud.
Per ciascuna Regione sono state inoltre valutate le variazioni tra il 2022 e il 2023 e il posizionamento nelle tre aree della prevenzione, distrettuale e ospedaliera.
La Sicilia non raggiunge la soglia minima di sufficienza nè per l’area Prevenzione né per quella Distrettuale e si pone quindi in fondo alla classifica della valutazione complessiva degli adempimenti relativi ai LIvelli Essenziali di Assistenza, con un punteggio di 173 rispetto a 288 del Veneto, 286 della Toscana 278 dell’Emilia Romagna. Per l’area Prevenzione ci classifichiamo addirittura ultimi, con un punteggio di 49, esattamente la metà di quello di Veneto e Trentino Alto Adige (98). Nel dettaglio, la Sicilia si colloca ventunesima per l’area della prevenzione, diciannovesima per l’area distrettuale e tredicesima per l’area ospedaliera. Il punteggio totale della Sicilia è peraltro peggiorato rispetto a quello già scadente del 2022, perdendo ben 11 punti.
Siamo fiduciosi – concludono i rappresentanti dell’Osservatorio Civico di Siracusa – che possa migliorare, con il concorso di tutti, la tutela della salute dei siciliani, crescendo in tutte le aree: prevenzione (nella nostra provincia ciascuno deve contribuire ad aumentare l’adesione agli screening), distrettuale e ospedaliera, perché la sanità deve avere livelli accettabili sia in ospedale che sul territorio, così da rispondere in maniera efficace alle necessità dei siciliani, che non possono essere penalizzati rispetto ai residenti in altre regioni. In tale ottica essenziali saranno, anche e soprattutto in provincia di Siracusa, le case e gli ospedali di comunità”.
