Sicilia-Riccardo Molteni, figlio vittima che quel giorno era a Ustica

“E’ come rivivere il dramma di quel 27 giugno 1980.

Queste dichiarazioni non mi fanno stare bene perché ogni volta che si riaprono questi scenari, questi ricordi, si rivive in qualche modo l’angoscia di quei momenti”.
    A commentare le ultime rivelazioni sulla strage di Ustica da parte dell’ex presidente del consiglio Giuliano Amato, circa l’abbattimento del Dc9 Itavia da parte di un aereo francese, è uno dei familiari delle 81 vittime.

L’ingegnere Riccardo Molteni è uno sportivo noto per essere stato campione del mondo di pesca subacquea in apnea. Nella tragedia perse il padre Annino Molteni, 59 anni. “Ho smesso da tempo – dice Molteni – di elucubrare su questa vicenda. Parto da un fatto certo che è una sentenza passata in giudicato: fu un missile ad abbattere l’aereo. Al di la della farneticazione che affiorano di tanto in tanto da parte di alcuni politici. Non capisco quali interessi abbiano. Salvare la credibilità della nazione? Dichiarazioni come quella di Giuliano Amato vanno nel senso opposto ed è la ragione per cui non voglio pensare a quanto successo in tutti questi anni perché si è persa ogni credibilità. E’ sicuro, è certo che i vertici militari, i vertici politici sapessero già da quaranta anni fa che cosa successe quella notte”. La sera del 27 giugno di 43 anni Riccardo Molteni era a Ustica per la coppa Europa di pesca subacquea alla quale prendeva parte come componente della nazionale italiana. “C’era una serata evento – ricorda – con la presenza di tutte le squadre. A un tratto arrivò un avviso al villaggio su un aereo scomparso. C’era anche una nave militare nell’isola per la rassegna, vennero chiamati tutti i militari presenti. Chiamai mia madre perché era arrivata la notizia di un aereo che non si trovava, non sapevo che mio padre fosse nel Dc9. Mia madre mi disse che stava aspettava papà che era stato a Milano e avevo preso l’aereo da Bologna. Ero nella cabina telefonica della piazzetta di Ustica, ricordo di essermi seduto per terra senza avere il coraggio di alzarmi perchè era appena arrivata la notizia che l’aereo scomparso era partito da Bologna. Sono momenti che non voglio ricordare, tanto è il dolore che suscitano ancora dentro di me…”.

By Redazione

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