Terremoto Corruzione a Kiev: Si Dimette Yermak, il “Braccio Destro” di Zelensky

Crisi al vertice in Ucraina. Andriy Yermak, capo dello staff presidenziale e considerato il più stretto alleato e braccio destro del Presidente Volodymyr Zelensky, ha rassegnato le dimissioni.

La mossa arriva dopo che le agenzie nazionali anti-corruzione hanno effettuato perquisizioni nel suo appartamento a Kiev.

Le perquisizioni a casa di Yermak sono collegate a una più ampia indagine per corruzione.  Legata alle infrastrutture energetiche e, secondo alcune fonti, a uno scandalo da 100 milioni di euro di tangenti.

La vicenda, nota come “Operazione Mida” o “scandalo delle tangenti sull’energia nucleare”, aveva già portato nelle scorse settimane alle dimissioni di due ministri (Svetlana Grinchuk e German Galushenko). E al coinvolgimento di un imprenditore vicino al Presidente.

Yermak ha confermato il raid degli investigatori, dichiarando su Telegram la sua massima collaborazione con le autorità e l’accesso completo al suo appartamento, pur affermando di non essere l’obiettivo diretto dell’indagine.

L’uscita di scena di Yermak rappresenta un duro colpo per Zelensky, non solo sul fronte interno ma anche su quello internazionale. Yermak era l’uomo chiave nei colloqui diplomatici con gli Stati Uniti per la ricerca di una soluzione negoziale alla guerra con la Russia.

Il suo nome era dato per certo alla guida della delegazione ucraina che avrebbe dovuto recarsi a Miami in questi giorni per colloqui cruciali con il team di Donald Trump (tra cui Jared Kushner e Steve Witkoff) su un potenziale piano di pace. Con le sue dimissioni, la delicata tranche di negoziati dovrà essere gestita da una delegazione guidata congiuntamente dal capo delle forze armate e da altri alti funzionari.

Il Presidente Zelensky ha commentato le dimissioni nel suo consueto messaggio serale, chiarendo di averle accettate e annunciando un “reset” dell’Ufficio presidenziale.

Il leader ucraino ha sottolineato la necessità di unità di fronte al nemico:

«La Russia vuole che l’Ucraina commetta errori. Non ne faremo. Se perdiamo la nostra unità, rischiamo di perdere tutto: noi stessi, l’Ucraina, il nostro futuro. Dobbiamo rimanere compatti… Il capo dell’ufficio, Andriy Yermak, ha inviato una lettera di dimissioni.»

La sua rimozione arriva in un momento estremamente difficile per Kiev, sotto pressione interna ed esterna, con la necessità di dimostrare trasparenza e integrità agli alleati occidentali, cruciali per il sostegno economico e militare.

By Redazione Avola

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