Il Siracusa calcio sta affrontando giornate molto intense e drammatiche. Mentre il tribunale federale nazionale ha inflitto altri cinque punti di penalizzazione in classifica, che rende ancor più difficile il mantenimento della serie C, fuori dal rettangolo di gioco si sta giocando un’altra delicata partita, quella della sopravvivenza del titolo e della società. Alla cordata di imprenditori, capeggiata da Lino Elicona, che ha fatto pervenire al sodalizio di via Atrio dello stadio la proposta di acquisto al prezzo simbolico di un euro, il consiglio d’amministrazione del Siracusa ha risposto nella serata di ieri “ha espresso un gradimento di principio”, ma “con il vincolo che la prosecuzione della trattativa sia subordinata alla preliminare presentazione di tutta la documentazione prevista dai regolamenti federali (…) ovvero che esistano i presupposti dei requisiti di onorabilità e di adeguata solidità finanziaria e soprattutto alla indicazione di quale sia il soggetto giuridico acquirente”.
Inizia, quindi, la corsa contro il tempo perché la scadenza è fissata per il 31 marzo per la stipula del contratto, pena la decadenza. La cordata di imprenditori locali specifica che l’offerta è subordinata al fatto che l’indebitamento complessivo della società non ecceda la soglia dei 2milioni e mezzo di euro al momento del trasferimento.
A queste sollecitazioni, il presidente Alessandro Ricci conferma “la massima disponibilità a dialogare con soggetti seri e strutturati, fermo restando che ogni passaggio di quote avverrà solo nel quadro di un percorso pienamente conforme alle disposizioni FIGC”.
Nella mattinata di ieri, intanto, si è tenuta l’udienza davanti al giudice delegato del tribunale fallimentare di Siracusa, Federico Maida a cui era stata depositata un’istanza di fallimento, proposta da un pool di procuratori di alcuni calciatori in forza al Siracusa. Assistiti dagli avvocati Davide Camerini del Foro di Ascoli Piceno e Paolo Iacono del Foro aretuseo, gli agenti Fifa lamentano il mancato pagamento del corrispettivo delle mediazioni e, per fare valere le proprie ragioni, hanno adito le vie legali. Un terreno minato con il rischio di affidare la gestione del Siracusa ad un curatore fallimentare. Ipotesi scongiurata perché la società si è costituita in giudizio affidando la difesa all’avvocato Elisa Valvo che in aula ha prospettato alla controparte una procedura concordata, oggetto di approfondimento in occasione della prossima udienza, fissata dal giudice fallimentare per giovedì 8 aprile.
Sempre nella giornata di ieri, i legali di Walter Zenga, ex brand ambassador del Siracusa calcio, hanno depositato una corposa documentazione per intentare una causa di lavoro nei confronti della società del presidente Ricci con una richiesta risarcitoria di circa 60mila euro. Di recente, era stato rigettato un decreto ingiuntivo presentato dallo stesso Zenga perché non era un tesserato del Siracusa.
