
Giovedì mattina eravamo in tanti davanti casa della famiglia Licitra a Vittoria.
Già da tempo ne era stata concordata la consegna all’ufficiale giudiziario. Un momento veramente doloroso e sconfortante sia per i diretti proprietari che per le persone accorse a manifestare il proprio sostegno umano e politico. L’abitazione sottratta alla famiglia vittoriese appartiene, fra l’altro, proprio a Licitra Fabrizio, presidente dell’Associazione Vittime aste e prezzo vile, che tanto si è battuto contro questa forma iniqua di procedure, volta più a strappare immobili ai debitori che a sgravarli concretamente dal debito complessivo.
La vicenda “Licitra” d’altronde rappresenta la cartina tornasole di questo aspetto assurdo: la casa pignorata, pur avendo un valore di mercato di quasi 200 mila euro, è stata acquistata da un gelese con soli 25 mila euro. Pertanto l’obiettivo raggiunto dalla procedura rispetto al debito da colmare è veramente ridicolo, visto che famiglia Licitra resta senza casa e contemporaneamente con il debito ancora sulle spalle.
Mi domando: a chi può giovare questa norma se non a ben noti speculatori incalliti?
