Oggi la Funzione Pubblica Cgil nazionale ha promosso lo sciopero, per l’intera giornata, dei lavoratori precari della Giustizia: si tratta di operatori data entry, funzionari tecnici (tecnici di amministrazione, tecnici edili, tecnici contabili, tecnici IT), funzionari addetti all’ufficio per il processo che, a partire da febbraio 2022, sono stati assunti a tempo determinato grazie ai fondi del PNRR e che il 30 giugno 2026 vedranno scadere i propri contratti individuali.
La loro missione era smaltire gli arretrati accumulati negli anni; la digitalizzazione di tutti gli atti di giustizia; la messa a regime dell’ufficio per il processo istituito per legge nel 2012 e mai decollato.
L’arrivo di questi nuovi lavoratori ha portato ad una significativa riduzione dei tempi della giustizia, così come riconosciuto ormai da tutti, dai magistrati ai dirigenti di giustizia, dalla politica al governo. Ma il rischio di sprofondare definitivamente nel baratro dal primo luglio 2026 è una certezza se il governo, con la prossima legge di bilancio, non metterà a disposizione le risorse necessarie per la totale trasformazione di tutti i rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato.
Lo sciopero dei precari della giustizia non è solo necessario a riconoscere la legittima aspettativa di 12mila lavoratori in tutta Italia – e 75 a Siracusa – che chiedono certezze per il proprio futuro: è fondamentale per ridare prospettive di un lavoro dignitoso e del riconoscimento del valore e delle professionalità anche dei lavoratori già di ruolo di tutto il ministero della Giustizia, che attendono dal 2022 la definizione delle nuove famiglie professionali e di un contratto integrativo, che va finanziato con maggiori risorse oltre quelle già stanziate grazie al CCNL 2019/2021 delle funzioni centrali e che l’immobilismo dei vertici amministrativi e politici del ministero ancora non ha attivato.
Al tribunale di Siracusa i 75 precari sono:
55 funzionari dell’ufficio per il processo
15 operatori data entry, 5 funzionali tecnici.
Al sit in di questa mattina, a fianco dei lavoratori c’era Sabina Zuccaro della Fp Cgil provinciale: “Qui si tratta non solo di tutelare professionalità indiscutibili e il futuro lavorativo di questi giovani, ma anche il meccanismo delle attività del palazzo di giustizia. Basti pensare che grazie al loro lavoro è stato smaltito il 40% dell’arretrato. Basta già questo per fare intuire quali danni potrebbe arrecare l’interruzione del loro lavoro”. Il sit in ha visto anche la presenza di Yvonne Motta, componente della segreteria confederale della Cgil di Siracusa.
