Il governo Schifani ha approvato una profonda ristrutturazione dell’amministrazione regionale, puntando su una “cura dimagrante” delle strutture burocratiche per fare spazio a una nuova stagione di concorsi e a una gestione più efficiente.
Il Presidente Renato Schifani ha sottolineato che questo sfoltimento è propedeutico al rinnovo generazionale della macchina amministrativa:
«È una norma fondamentale per poter riaprire la stagione dei concorsi e rendere la dirigenza rispondente alle attuali esigenze di una pubblica amministrazione efficiente. Nel Piao (Piano integrato di attività e organizzazione), sono previsti 262 posti da mettere a concorso nei prossimi quattro anni».
La riforma della dirigenza passerà al vaglio dell’Ars subito dopo la sessione di bilancio. Nel frattempo, gli incarichi attuali dei dirigenti delle strutture intermedie sono stati prorogati di tre mesi.
In linea con la legge di Bilancio statale 2025, una piccola percentuale di personale (massimo 6 dirigenti e 15 funzionari) potrà restare in servizio fino a 70 anni. Questa misura è riservata a chi svolge attività di tutoraggio e affiancamento ai neoassunti, con priorità per settori critici come:
Risorse idriche e ciclo dei rifiuti.
Liste d’attesa in sanità.
Contrasto alla povertà.
Gestione dei fondi extraregionali e di coesione.
Il governo ha inoltre deliberato interventi mirati per rinforzare gli organici:
Settore Rifiuti: Ingresso di 20 nuove unità presso l’Assessorato dell’Energia (50% tramite scorrimento di graduatorie esistenti, 50% tramite mobilità interna).
Stabilizzazioni: Inserimento definitivo in organico di 23 dipendenti (3 assistenti e 20 funzionari) attualmente in posizione di “comando” da altre amministrazioni.
«Queste assunzioni sono un segnale concreto verso un settore cruciale», ha concluso Schifani, ribadendo la volontà di affrontare con nuove risorse umane le sfide ambientali della Sicilia.
