La Sicilia si prepara a scrivere una pagina inedita della sua storia finanziaria. In un clima di forte fermento politico a Palazzo d’Orléans, il presidente della Regione Renato Schifani ha lanciato un annuncio che segna un vero e proprio spartiacque per il futuro economico dell’Isola. la prossima manovra finanziaria potrà contare su un avanzo di amministrazione senza precedenti, stimato in ben 2,4 miliardi di euro.
L’obiettivo dichiarato di Schifani è trasformare questa enorme liquidità in un motore di crescita. Capace di incidere sulla vita quotidiana dei cittadini. Con 2,4 miliardi a disposizione, la strategia della Regione punta su più fronti. Dal potenziamento della sanità pubblica alla riqualificazione delle infrastrutture, fino al sostegno diretto alle famiglie e alle imprese.
L’avanzo di bilancio permetterà alla Regione di procedere con maggiore serenità verso il rinnovo dei contratti del personale regionale, un comparto rimasto a lungo bloccato, e verso nuove assunzioni per svecchiare la macchina amministrativa. La “manovra senza precedenti” annunciata da Schifani si configura quindi come un piano di rilancio a 360 gradi, volto a colmare i ritardi storici e a rendere la Sicilia una regione “normale” e competitiva nel contesto del Mediterraneo e dell’Europa.
Nonostante l’ottimismo, la sfida per il governo regionale sarà ora quella della capacità di spesa. Avere le risorse è il primo passo, ma trasformarle in cantieri aperti e servizi efficienti richiede una velocità amministrativa che in passato è spesso mancata. Tuttavia, con un bilancio in attivo e una visione politica focalizzata sulla programmazione, la Sicilia sembra avere oggi tutte le carte in regola per smettere di essere la Cenerentola d’Italia e diventare un modello di buona amministrazione finanziaria. Il 2026 si prospetta come l’anno della vera prova del nove: l’anno in cui i miliardi dell’avanzo dovranno diventare benessere reale per tutti i siciliani.
