Il ritorno delle armi da fuoco tra le strade di Palermo e una “malamovida” ormai fuori controllo hanno spinto il SINALP Sicilia a rompere il silenzio, chiedendo un intervento immediato e straordinario alle istituzioni. Secondo il sindacato, la città è oggi ostaggio di una deriva criminale che alimenta un senso di impunità, mettendo a rischio non solo l’ordine pubblico, ma la dignità stessa di chi a Palermo vive e lavor
Per il Segretario Regionale Dr. Andrea Monteleone, la violenza non è più un evento episodico, ma un “linguaggio quotidiano” che lo Stato sembra non riuscire a contrastare. Il dito è puntato contro la Giunta Comunale, considerata colpevolmente assente di fronte a un’escalation che sta trasformando le strade in zone di pericolo permanente.
“Palermo è priva di un vero Piano Straordinario per la Sicurezza”, denuncia Monteleone, “e i cittadini continuano a operare in condizioni di costante rischio. Chi amministra ha il dovere di riaffermare il primato della legalità con coraggio e senso dello Stato”.
Il SINALP solleva una questione fondamentale: la sicurezza urbana è una questione di lavoro. Migliaia di operatori sono esposti quotidianamente (e nottetempo) a minacce e violenze.
Personale del 118 impegnato nelle emergenze su strada.
Rider e operatori della logistica che attraversano i quartieri meno sicuri.
Dipendenti del commercio e del pubblico servizio costretti a subire soprusi e arroganza.
Un ambiente insicuro, sottolinea il sindacato, viola il principio costituzionale di tutela della salute e blocca lo sviluppo economico, allontanando turisti e investimenti.
