L’affitto di ramo d’azienda Tekra–Ris.Am.sta, per la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti, che dovrebbe scattare dal primo febbraio, sta scatenando una ridda di polemiche. Mentre i gruppi consiliari del Pd e di Fdi annunciano battaglia in consiglio comunale, la Cgil reputa grave il silenzio del Comune di Siracusa.
La camera del lavoro non tollera che “un’operazione di tale portata venga gestita senza un confronto preventivo, serio e trasparente con le organizzazioni sindacali”. A destare forte preoccupazione è la mancata comunicazione da parte del Comune di Siracusa,
che avrebbe dovuto “coinvolgere le parti sociali su una scelta che incide su occupazione, salari e qualità del servizio reso alla cittadinanza. Escludere il sindacato significa escludere chi rappresenta i lavoratori e, allo stesso tempo, l’interesse pubblico della comunità. Quando si parla di affitto di ramo d’azienda non si trasferiscono solo mezzi e contratti, ma persone, diritti, professionalità e dignità del lavoro. La CGIL pretende garanzie chiare e vincolanti su: piena continuità occupazionale; salvaguardia di tutti i posti di lavoro; mantenimento del CCNL e delle condizioni contrattuali; tutela dell’anzianità e dei livelli salariali; rispetto della salute e sicurezza; corretta organizzazione dei turni e dei carichi di lavoro”.
“Non permetteremo – dice il segretario generale, Franco Nardi – che questa operazione diventi un pretesto per abbassare il costo del lavoro, comprimere i diritti o scaricare sui dipendenti inefficienze e responsabilità che non competono a loro. Va tutelato anche il servizio alla cittadinanza. L’igiene urbana non è una voce di bilancio, ma un servizio pubblico che incide sulla salute, sul decoro e sulla vivibilità della città. Senza lavoratori tutelati, formati e rispettati non può esserci qualità del servizio né rispetto per i
cittadini”.
Per Jose Sudano, segretario della Funzione pubblica della Cgil, “Il Comune di Siracusa deve assumersi fino in fondo il proprio ruolo di indirizzo e controllo, aprendo immediatamente un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali. Le scelte che
incidono su lavoro e servizi non possono essere calate dall’alto né gestite come semplici pratiche amministrative”.
Vicenda Tekra: “La Cgil punta il dito contro il Comune”
