Detenuto muore al carcere di Augusta: indaga la Procura

Ancora un detenuto morto nella casa di reclusione di Brucoli. L’uomo, un 41enne messinese, che era stato trasferito nel carcere di Augusta per scontare la pena a 6 anni e 8 mesi di reclusione, era affetto da una patologia che, per i familiari, non era compatibile con la detenzione dietro le sbarre. Dopo un primo rigetto della richiesta di scarcerazione, si attendeva una nuova decisione da parte del giudice. Tuttavia, il procedimento non è mai arrivato a conclusione: l’uomo, originario di Messina, è deceduto all’interno della casa circondariale di Augusta prima che la sua situazione venisse riesaminata.
La vicenda ha origine il 23 gennaio 2026, quando il Magistrato di Sorveglianza di Messina si era pronunciato su un’istanza urgente presentata dalla difesa mentre Capria era recluso nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto, nel messinese. La richiesta mirava a ottenere la sospensione della pena o la possibile concessione degli arresti domiciliari, sulla base di condizioni di salute ritenute particolarmente gravi. Nonostante ciò il 18 marzo, quasi due mesi dopo, Capria è morto nella Casa di Reclusione di Augusta, istituto in cui si trovava a seguito di trasferimento.
A seguito del decesso, la Procura di Siracusa ha aperto un’indagine per accertare le cause della morte e verificare eventuali responsabilità. È stata inoltre disposta l’autopsia, mentre la salma resta sotto sequestro in attesa degli accertamenti medico-legali.
La morte di Capria riaccende il dibattito sulla gestione dei detenuti affetti da disturbi psichiatrici e mette in luce possibili criticità del sistema penitenziario. L’uomo stava scontando una pena complessiva di sei anni e otto mesi, con termine previsto nel febbraio 2034, in seguito a un provvedimento di cumulo emesso dalla Procura di Messina. “Il 13 febbraio – afferma Nello Bongiovanni ex sindacalista e sovrintendente della polizia penitenziaria in quiescenza – avevo denunciato che in 15 giorni c’erano stati due decessi presso la C.R. di Augusta per sospetta overdose oggi apprendo tramite i social di un altro decesso sospetto a differenza di quello che si può pensare la Polizia Penitenziaria opera in emergenza continua, non riesce a coprire tutti i posti di servizio inoltre dal momento in cui hanno chiuso gli istituti di pena psichiatrici ed istituito i presidi come alla CR. Augusta c’è il caos totale perché mancano i medici, gli strumenti per assistere questa tipologia di detenuti, quindi sono a carico tutto sulle spalle del personale della polizia penitenziaria che è evidente non può sobbarcarsi anche questo peso gravissimo. Dall’ex Presidente Conte che per me ha dato il colpo di grazia agli Istituti penitenziari pensavo che con questo Governo ci sarebbe stato un cambio di rotta invece dico che Del Mastro non dovrebbe dimettersi per le cavolate che lo coinvolgono ma per il suo operato come sottosegretario con delega alla polizia penitenziaria”.

By Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Related Posts