Accordo su Aspi: i Benetton fuori entro un anno. Conte, “un altro dossier ricondotto alla ragione”


Dopo due anni di braccio di ferro e un rush finale con una lunga notte di trattativa a Palazzo Chigi, il destino di Autostrade sembra ormai essere stato tracciato. Il punto di approdo è quello che prevede un’uscita dilazionata nel tempo di Atlantia da Aspi entro un anno, l’ingresso di Cdp e la quotazione della società in Borsa. Si va cosi’ verso un’Aspi ‘pubblicà con i Benetton fuori dal consiglio di amministrazione e l’arrivo di Cassa Depositi e prestiti con il 51%.

L’intesa è arrivata all’alba dopo sei ore di confronto teso e dure discussioni. Nel dettaglio, il Consiglio dei ministri ha dato mandato a Cdp per avviare, entro il 27 luglio, il percorso che dovrebbe portare all’uscita progressiva dei Benetton, prima scendendo al 10-12% dell’azionariato, poi con un’ulteriore diluizione in coincidenza con la quotazione in Borsa di Aspi. Il titolo Atlantia sugli scudi, arriva a guadagnare oltre il 22%. L’accordo prevede anche l’aumento delle sanzioni, la rinuncia alle cause intentate sulla ricostruzione del ponte Morandi e le compensazioni dovute per il crollo. Le compensazioni saranno a esclusivo carico dell’azienda, si legge nella nota di Palazzo Chigi, “per il complessivo importo di 3,4 miliardi di euro”. La proposta prevede anche l’accettazione della “disciplina tariffaria” introdotta dall’Autorità di regolazione dei Trasporti “con una significativa moderazione” delle tariffe.

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