Nonostante le numerose segnalazioni già trasmesse – fra cui interrogazioni a livello nazionale e regionale, la diffida a firma di Antonio Annino, ex consigliere comunale di Melilli, e la richiesta avanzata di valutare lo spostamento dell’impianto (sottoscritta dal sindaco Carta e inviata all’SSR) – si continua a procedere a colpi di determine. L’ultima in ordine di tempo prevede impegni di spesa per quasi 80 mila euro, un ulteriore passo avanti nel progetto del TMB.
Una decisione che pare confermare la volontà di andare avanti imperterriti, senza tenere conto delle criticità sollevate e dei dubbi, sempre più diffusi nella comunità, sull’impatto inquinante dell’impianto TMB.
Per questo è stata presentata una nuova richiesta di accesso agli atti, con particolare riferimento:
• alla situazione urbanistica dell’area interessata;
• ai dubbi sul vincolo boschivo già segnalati pubblicamente;
• alle discrepanze che emergono confrontando la perizia d’asta, nella quale il terreno risultava in gran parte “agricolo”, mentre adesso parrebbe rientrare nelle aree D. Una circostanza che necessita di ulteriori approfondimenti e di certificazioni inequivocabili.
La domanda che rivolgiamo alle istituzioni è legittima e necessaria: cosa è cambiato? Perché nei documenti sembrano emergere versioni diverse sulla reale natura dell’area? E, soprattutto, è regolare la procedura che ha portato a togliere il vincolo boschivo imposto dalla Regione Sicilia, su delega o autorizzazione di soggetti riconducibili al sindaco Carta e all’assessore Caruso?
«Sto procedendo con ulteriori approfondimenti – dichiara Annino – perché su un tema così delicato i cittadini hanno diritto a conoscere fino in fondo ogni passaggio amministrativo e ogni eventuale incongruenza».
«Chiediamo massima trasparenza e chiarezza – conclude – perché non può essere accettato che decisioni di tale impatto vengano portate avanti senza un quadro completo e verificato».
