Pantalica, Auteri: “Sul macello di Palazzolo tutto fermo per incapacità amministrativa”

“Sul problema cinghiali a Pantalica avevamo aperto una strada concreta, seria e immediatamente praticabile. Avevo lavorato in piena sinergia con il Comune di Palazzolo, con la Forestale e con il Dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale per utilizzare il vecchio macello di Palazzolo come punto operativo per affrontare finalmente un’emergenza che mette a rischio agricoltori, turisti e fruitori della riserva”. Lo dichiara il deputato regionale Carlo Auteri, tornando sulla vicenda della Valle dell’Anapo e di Pantalica e sulla mancata attuazione del percorso avviato nel 2025 per il contenimento dei cinghiali. Nel luglio dello scorso anno, infatti, era stato annunciato pubblicamente che il vecchio macello di Palazzolo sarebbe stato affidato alla Forestale per una gestione più efficace del problema, nell’ambito di un confronto operativo tra Comune, Regione, Asp e altri soggetti coinvolti. In quell’occasione erano presenti, tra gli altri, lo stesso Auteri, il sindaco di Palazzolo Salvatore Gallo e Giancarlo Perrotta, dirigente provinciale dell’Azienda Forestale. L’obiettivo era creare una filiera operativa capace di gestire in maniera strutturata l’emergenza e lo stesso Perrotta sottolineava la necessità di un punto di raccolta nei pressi del macello per affrontare anche il tema dello smaltimento di pellami e viscere degli animali abbattuti. 
“Oggi il dato politico e amministrativo è semplice: non si è concluso assolutamente nulla – spiega Auteri -. Eppure le condizioni c’erano. I soldi allo Sviluppo rurale c’erano, il dialogo con il Comune di Palazzolo era stato avviato, la Forestale era stata messa nelle condizioni di partecipare a una soluzione utile per il territorio. Mancava soltanto la capacità di tradurre quel percorso in un risultato concreto”. Auteri punta il dito contro questa cattiva gestione. “Avevo messo in condizione Perrotta, la Forestale e lo Sviluppo rurale di lavorare in piena sinergia con il Comune di Palazzolo – ricorda Auteri -. Ma per mancanza di collaborazione da parte di Perrotta e soprattutto per la mancata volontà dello Sviluppo rurale di condividere davvero il percorso con il Comune, tutto è rimasto fermo. Non si è voluto costruire un’azione comune, perché per ripristinare la struttura servono 250 mila euro che Palazzolo non può anticipare senza alcuna certezza di rimborso da parte della Regione. Eppure basterebbe anche un semplice protocollo di intesa tra le parti”. Secondo il deputato regionale, la mancata attivazione del vecchio macello di Palazzolo non è un dettaglio tecnico, ma un’occasione persa con conseguenze dirette sul territorio. “Avevamo immaginato un sistema che consentisse di mettere in condizioni operative il macello, di garantire la corretta gestione degli animali abbattuti e di offrire anche un contributo ai cacciatori che si fossero messi a disposizione per intervenire sul fronte del contenimento – sottolinea -. Era una soluzione concreta, non una passerella. E invece oggi ci ritroviamo ancora con una situazione imbarazzante”. Auteri lega il fallimento di quel percorso anche alla sicurezza e alla tenuta dell’area di Pantalica. “Qui non si parla soltanto di cinghiali. Si parla di fruizione turistica, di sicurezza dei visitatori, di tutela delle attività agricole e di credibilità delle istituzioni – ancora Auteri -. Oggi abbiamo una riserva straordinaria, riconosciuta e frequentata, che continua però a convivere con un problema fuori controllo per incapacità amministrativa”. Il parlamentare regionale insiste su un punto: “Le persone, poi, se la prendono con la politica. Ma in questo caso la politica una strada l’aveva aperta, l’aveva resa possibile e l’aveva costruita insieme al territorio. È mancata la parte amministrativa, è mancata la capacità del Servizio sul territorio di Siracusa dello Sviluppo rurale di coniugare il ragionamento con il Comune di Palazzolo e trasformarlo in un risultato”. Auteri ha chiesto di portare il tema in III commissione all’Ars dal presidente Gaspare Vitrano e un intervento diretto dell’assessore Luca Sammartino, affinché si sblocchi lo stallo istituzionale e martedì ne parlerà con il presidente della Regione Renato Schifani. Da qui l’affondo finale: “Non si può lasciar perdere tutto e poi assistere al degrado della riserva, ai rischi per i turisti e ai danni per gli agricoltori. Su Siracusa lo Sviluppo rurale non ha saputo fare sintesi istituzionale. E quando manca questa capacità, a pagare sono sempre i territori”.

By Redazione

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