Chiosco al castello Maniace, ricorso di Italia Nostra e Comitato Ortigia sostenibile


Il Comitato Ortigia Sostenibile sostiene l’attività giudiziaria ed amministrativa di Italia Nostra sulla vicenda del chiosco al castello Maniace. La Soprintendenza di Siracusa, ricevuta l’istanza di sanatoria della società titolare del chiosco Maniace – limitata al mero adeguamento dell’altezza della copertura – si era affrettata ad approvarla, il 4 maggio, adducendo che si trattasse della pacifica ottemperanza alla sentenza del TAR Catania del 13 gennaio. Quella sentenza a giudizio del Comitato, non ha statuito alcuna prescrizione, tantomeno limitata alle sole altezze della copertura del chiosco, ma in realtà ha semplicemente rigettato il ricorso giurisdizionale della Ditta “Senza Confine” srl.
Col rigetto del ricorso del privato insomma, l’unico effetto “prescrittivo” che conseguiva per la Soprintendenza era la piena ripresa di efficacia della propria stessa Ordinanza di demolizione. Peraltro la sentenza del TAR Catania non si era affatto limitata a censurare le difformità sulla copertura, ma anche su variazioni essenziali con riferimento ad altezze, superfici e volumetrie del chiosco.
Il Comune di Siracusa, ricevuta istanza dalla Ditta per ottenere la stessa sanatoria, l’ha rigettata, con un provvedimento formale che ha inviato alla Soprintendenza, affinchè si conformasse, mentre l’Ufficio Centro Storico del Comune ha esplicitamente fatto cenno alla carenza paesaggistica a carico del chiosco Maniace.
A questo punto, contro tale provvedimento sanante emesso dalla Soprintendenza di Siracusa, Italia Nostra ha proposto formale ricorso gerarchico all’Assessorato, col sostegno e la consulenza del Comitato Ortigia Sostenibile.
Mentre tutte le parti coinvolte sono ancora in attesa che venga emessa la decisione dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali sul ricorso gerarchico di Italia Nostra contro il provvedimento della Soprintendenza, questa decide proprio in questi giorni, un ulteriore atto in oggettivo soccorso del privato, nonostante che lo stesso sia stato dichiarato contravventore edilizio sia dal TAR, sia dal Comune di Siracusa, e con nota dell’11 settembre, si è diffidata la “Senza Confini” srl all’adempimento della predetta sentenza TAR sollecitandola ad iniziare i lavori.
Quest’ultimo atto della Soprintendenza di Siracusa, adottato mentre è pendente un procedimento di secondo grado sul precedente provvedimento di sanatoria della stessa Soprintendenza, dà adito a diversi interrogativi, ad esempio sul perché non avrebbe dovuto osservare rispetto per l’organo superiore decidente.

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