
Siracusa, 2 Maggio 2020 – Non ci sono clienti, i tavoli sono vuoti, le saracinesche calate da tanto, troppo tempo. Una situazione drammatica quella che stanno vivendo tantissime famiglie di ristoratori siracusani in tempi di Coronavirus. Loro, tra i primi a chiudere, e gli ultimi a riaprire (anzi, molti di loro temono di non riaprire più). Dietro ogni singolo locale ci sono famiglie e persone, piegate da una pandemia che ha spezzato l’economia.
Ad accendere su di loro i riflettori è Michele Mangiafico. Rimettere in moto il settore della ristorazione significa salvare dalla disoccupazione centinaia di persone impegnate in locali che da domani non avranno più bisogno di loro perché, con le nuove misure di contenimento sanitario, i coperti saranno almeno dimezzati. Questo significa meno incassi, meno forza lavoro, più gente che si affaccia alla povertà.
Bisogna rimboccarsi le maniche e fornire una risposta. In quest’ottica Mangiafico propone di rivedere il regolamento comunale dei dehors che, a Siracusa è fermo al 2012. Se prima della pandemia gli spazi all’aperto prevedevano un numero di tavoli, adesso bisogna ampliare la superficie per poter inserire lo stesso numero di coperti ma alle distanze imposte dalle norme.
L’unico modo per far sì che ciò avvenga è rivedere i regolamenti comunali che disciplinano un modo di fare ristorazione che oggi non esiste più, né a Siracusa, né nel resto d’Italia. Questo lavoro deve essere fatto immediatamente, prima dell’allentamento ulteriore del lockdown.
Peraltro, anche la Regione siciliana sta andando in questa direzione. Proprio in questi giorni, infatti, è stato approvato in Assemblea Regionale un emendamento alla finanziaria che prevede l’istituzione del “Fondo perequativo degli enti locali” con una dotazione di 300 milioni euro, destinati alla compensazione delle minori entrate dei comuni che, tra l’altro, concede un aumento pari al 50% del suolo pubblico al fine di consentire il rispetto delle distanze derivanti dalle misure di contenimento dell’emergenza Covid-19.
