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Covid-Conte dice no al Natale sugli sci: piste chiuse o sarà come a Ferragosto, vuole evitare una terza ondata.

Covid- Giuseppe Conte scioglie le speranze di quanti desideravano un Natale sulla neve e le piste da sci. Bisogna evitare situazioni potenzialmente incontrollabili, spiega il Presidente del Consiglio in una intervista televisiva e cita l’amara esperienza della scorsa estate, quando gli assembramenti sulle spiagge hanno provocato un effetto volano del contagio a partire da settembre.

Questa l’opinione di Conte così come enunciata a “Otto e Mezzo”: “Non possiamo concederci vacanze indiscriminate sulla neve. Anche per gli impianti da sci, il problema del protocollo è un conto, ma tutto ciò che ruota attorno alle vacanze sulla nave è incontrollabile“.

Mai più come a Ferragosto

Vale a dire che “il periodo natalizio richiede misure ad hoc. Si rischia altrimenti di ripetere il Ferragosto e non ce lo possiamo permettere: consentire tutte occasioni di socialità tipiche del periodo natalizio non è possibile”. Per le Feste, semmai, si potrà pensare a riaprire le scuole.

Il no alle piste da sci però non vuol dire necessariamente un Natale da reclusi in casa, senza poter nemmeno avvicinarsi ai parenti. Al contrario: sforzi e sacrifici accettati fino a questo momento potrebbero dare i primi risultati. Tanto che, fermo restando che sugli spostamenti tra regione e regione si sta ancora lavorando, “se continuiamo così a fine mese non avremo più zone rosse”.

A fine gennaio dovrebbe arrivare il vaccino. “Non c’è un orientamento per l‘obbligo del vaccino, ma lo raccomandiamo”, preannuncia, “io lo farò senz’altro perché quando sarà ammesso sarà sicuro e testato. Sarà disponibile prima per le categorie vulnerabili ed esposte”.

In particolare il governo sottolinea lo sforzo che si continua a compiere per venire incontro ai settori più sacrificati della società. “Abbiamo stanziato 2 miliardi aggiuntivi ed è previsto uno scostamento di 8 miliardi, sappiamo quanto vale il Natale”, scandisce Conte, “Abbiamo messo sul tavolo consistenti ristori. Continueremo ad intervenire per i lavoratori rimasti fuori dal primo intervento, anche con dei decreti per le città turistiche”.

Adesso si passerà “alla cultura, allo spettacolo e al turismo” così come “per partite IVA e autonomi. Lo scostamento che abbiamo chiesto è dedicato a loro“.

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