Dal poliziotto all’agricoltore i tanti volti della Rete Civica della Salute, provincia per provincia

Si chiamano Riferimenti Civici della Salute. Sono cittadini che nel proprio territorio svolgono un ruolo ufficiale di collegamento tra Enti Locali, Servizio Sanitario, Professioni socio-sanitarie, Terzo settore e agenzie educative, dalla Scuola all’Università. Tra loro ci sono poliziotti e medici, pasticceri e agricoltori, insegnanti e manager. Ad unirli nella Rete Civica della Salute (RCS) la volontà di dare il proprio contributo al benessere delle persone e delle comunità. Negli ultimi mesi a decine sono stati accreditati nei diversi Comuni di appartenenza.

“La pandemia ha fatto scattare in tutta la Sicilia uno slancio di impegno ulteriore”, spiega Pieremilio Vasta, coordinatore della Rete Civica della Salute. “Una riprova, se ce ne fosse bisogno, del grande cuore dei siciliani”, commenta Pier Francesco Rizza, presidente della Conferenza dei Comitati Consultivi Aziendali della Sicilia.

Intanto sono già 125 i Riferimenti Civici accreditati in altrettanti Comuni siciliani. Tutti hanno una storia da raccontare e via via su ciascuno di loro si accendono l’attenzione e l’interesse.

 

“Servire e proteggere, un impegno di tutta la vita”

 

“Ho trascorso la mia vita a ‘servire e proteggere’ nel mio lavoro. Oggi che sono in pensione continuo a ‘servire e proteggere’ come volontario” dice, per esempio, il Riferimento Civico di Siracusa Antonino Lentinello, 58 anni, una moglie anche lei volontaria, 2 figlie e 1 nipotino. Già sottufficiale della Polizia di Stato, presidente dell’Associazione nazionale Polizia di Stato, sede di Siracusa, Lentinello è volontario della C.I.A.O. (Centro Ascolto Interdisciplinare Oncologico) ed è volontario dell’Associazione Amici dell’Hospice Siracusa. Lentinello ha anche acquisito il certificato di operatore di primo soccorso aziendale e del corso antincendio e sta per cominciare il corso per istruttore di primo intervento sui traumi. “Non sarò mai un infermiere, né tanto meno un medico”, dice. “Ma cerco di fare del mio meglio per dare una mano concreta, assistendo e informando. Sono entrato a far parte della Rete Civica della Salute perché credo che sia una realtà di grande utilità per i cittadini”. Si trovava proprio ad un corso di formazione della Rete Civica della Salute quando uno dei partecipanti è andato in arresto cardiaco. Per un quarto d’ora lo ha tenuto in vita e, oggi, quella persona – che nel frattempo è stata operata al cuore quattro volte – sta bene e conduce un’esistenza normale. In quell’occasione Lentinello ha deciso di formare quante più persone possibili coinvolgendole per partecipare ai corsi BLSD, Basic Life Support Defibrillation (manovre cardiopolmonari e uso del defibrillatore) ed è diventato istruttore di questa tecnica di cui era già operatore. Per il suo impegno, Lentinello ha ricevuto un encomio dal Comune ed è stato premiato dalla Associazione Nazionale Polizia di Stato, sezione di Catania, con il “Premio San Michele Arcangelo”. Da marzo, per l’emergenza Covid, collabora con la Caritas Diocesana, con la Protezione Civile, con la Prefettura ed altre associazioni di volontariato per portare assistenza alle famiglie in stato di necessità.

 

“La questione salute sta al centro di tutte le altre questioni”

 

È operatore di BLSD anche David Gandolfo, Riferimento Civico di Polizzi Generosa, nel Palermitano. Di mestiere account, 54 anni, Gandolfo è presidente dal 2011 dell’Aopcs, un nucleo di protezione civile, ha l’attestato per interventi ad alto rischio e – sottolinea orgoglioso – fa “volontariato a 360 gradi”. “Noi volontari siamo dalla parte delle persone, il nostro intento è quello di dare una mano in tutti i modi in cui possiamo e sappiamo operare. Per questo mi sono impegnato a svolgere la mia attività da volontario in maniera che possiamo chiamare ‘professionale’. È importante esserci ed è importante esserci con le competenze giuste”. La questione salute – dice – “sta al centro di tutte le altre questioni. Salute significa non solo cura e assistenza, significa proprio avere una vita salutare. Dare il mio contributo a questo obiettivo così grande è per me motivo di soddisfazione. Soprattutto qui sulle Madonie dove sono tanti i bisogni e sono tante le carenze”.

 

“Dare informazioni chiare e fondate: servizio indispensabile ed essenziale”

 

La consapevolezza dell’importanza di informare correttamente muove Antonino Lo Brutto, Riferimento Civico di Castrofilippo, nell’Agrigentino. Architetto e dipendente della Regione Sicilia, Lo Brutto si è distinto nelle campagne educative sulla raccolta differenziata. È stato presidente del Consiglio comunale della sua città, e in quell’occasione ha dovuto lasciare, per incompatibilità, la guida di un’associazione di volontariato che opera nel campo dello sport per i bambini che hanno più bisogno. “Vedo che spesso i cittadini sono disorientati dalla mole di news che ricevono. Quando mando i messaggi informativi della Rete Civica della Salute – racconta – mi ringraziano in tanti. Anzi, in tanti, compresi gli stessi medici di famiglia, ma anche i miei colleghi d’ufficio, me li hanno chiesti e sono così entrati a far parte, insieme con i cittadini di Castrofilippo, nella lista dei contatti a cui spedisco le informative. Ormai queste pillole informative sono attese da tutti. E

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