Ultima giornata di voto per la Democrazia Partecipata, ma il processo è accompagnato da polemiche e accuse di scarsa trasparenza. L’amministrazione comunale ha deciso di concentrare le urne in tre sedi “blindate”, sollevando critiche e timori di rischio brogli elettorali.
I promotori denunciano che la scelta delle sedi scolastiche coinvolgerebbe circa un migliaio di potenziali votanti, con dati difficilmente verificabili. Inoltre, non è stato consentito ai proponenti di avere rappresentanti nei seggi, elemento essenziale per garantire la correttezza del voto.
Le modalità operative – decise senza preavviso e senza possibilità di controllo – hanno alimentato il malcontento dei cittadini e messo in dubbio la legittimità del processo.
A intervenire è anche il Comitato Siracusa Rialzati, realtà impegnata nella cittadinanza attiva e nella difesa dei diritti civili, che chiede maggiore trasparenza e rispetto delle regole democratiche.
Secondo il Comitato, «la partecipazione dei cittadini deve essere garantita e verificabile, altrimenti viene meno il senso stesso della democrazia partecipata»
