Fillea Cigl, usare termine ‘operaicidio’ per i morti sul lavoro

Utilizzare il termine “operaicidio” ogni volta che dovesse esserci un incidente mortale sul lavoro.

E’ quanto prevede una mozione approvata dall’assemblea della Fillea Cgil Sicilia che si è tenuta a Casteldaccia, paese del Palermitano dove nel maggior del 2024 cinque operai edili persero la vita lavorando, insieme alla presentazione del libro ‘Operaicidio’ scritto dal magistrato Bruno Giordano e dal giornalista Marco Patucchi.
Per il segretario della Fillea Cgil nazionale, Antonio Di Franco, “occorre che la politica faccia quel passo decisivo che fino a oggi è venuto meno”, una “rivoluzione culturale, una presa di coscienza che parta dalla testa e passi all’agire di tutta la collettività” e allo stesso tempo, aggiunge, è “necessaria una chiara posizione delle istituzioni, chiamate a fare il proprio dovere per arginare questa piaga e fermarla, una volta e per sempre”.

Secondo Di Franco “i processi non iniziano mai, siamo a 20-30 mesi di indagini, e ci troviamo davanti a troppe prescrizioni e assoluzioni”. Per questo ritiene sia “urgente la costituzione di una Procura nazionale, composta da magistrati ed esperti del settore, che si occupi di reati in materia di salute e sicurezza”.
Parole a cui ha fatto eco il “grido disperato” di Monica Garofalo, vedova di Giovanni Gnoffo, operaio deceduto in un cantiere a Palermo, e che ha ricordato la “disperazione e la solitudine in cui i familiari delle vittime si ritrovano dopo il clamore e l’interesse mediatico dei primi momenti”.
L’introduzione del termine ‘operaicidio’, sottolinea il segretario Fillea Cgil Sicilia, Giovanni Pistorio, “non cambierà le cose, ne siamo consapevoli”. Ma, aggiunge, il sindacalista, “vogliamo contribuire a modificare la narrazione in questo Paese che, troppo spesso, liquida, dopo il classico retorico commiato, le morti sul lavoro, appunto ‘operaicidi’ come fatti frutto di fatalità, errore, statistica”. “Non vi è nulla di tutto questo dietro un ‘operaicidio’ – conclude Pistorio – c’è una storia, una persona, degli affetti e una tragedia che si poteva evitare”.

By Redazione

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