Dopo decenni di attesa, arrivano risorse concrete per la messa in sicurezza della rocca di Marineo, la rupe che domina il centro abitato e che da oltre quarant’anni rappresenta una minaccia per residenti e viabilità. La Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico della Regione Siciliana, guidata dal presidente Renato Schifani, ha infatti pubblicato la gara per l’affidamento dei lavori di consolidamento, per un importo complessivo di 6 milioni di euro. Le imprese interessate avranno tempo fino al 20 ottobre per presentare le offerte.
Una vicenda lunga oltre quarant’anni
Il problema della stabilità della rupe di Marineo risale al 1980, quando i primi distacchi di blocchi lapidei misero in pericolo la sicurezza di strade e abitazioni sottostanti. Gli episodi si sono ripetuti nel tempo, con particolare gravità nel 2017, quando sul versante nord-ovest della rocca alcuni grossi massi superarono persino la barriera paramassi esistente.
Per ridurre il rischio, negli anni si è intervenuti con misure provvisorie: disgaggio dei massi instabili e imbrigliamento di porzioni della parete. Interventi utili a tamponare l’emergenza, ma non sufficienti a garantire la sicurezza a lungo termine.
Le soluzioni previste
Il progetto definitivo punta a una riduzione significativa del rischio idrogeologico attraverso opere di difesa passiva. Tra le soluzioni:
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reti chiodate per consolidare i versanti più fragili;
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barriere paramassi ad alto assorbimento di energia, distribuite in tre tratti principali: due sul versante nord-ovest (da 50 e 30 metri) e una di 40 metri sul versante sud.
L’impegno della Regione
«Si tratta di un intervento atteso da decenni – ha commentato il presidente Renato Schifani – che restituirà sicurezza ai cittadini di Marineo e metterà fine a una situazione di rischio idrogeologico mai risolta in maniera definitiva».
Con l’avvio della gara, la Regione compie dunque un passo decisivo verso la stabilizzazione della rupe e la protezione dell’abitato, in un territorio che più volte ha pagato il prezzo dell’instabilità del proprio patrimonio geologico.
