L’on. Pippo Gennuso sospeso dall’Ars, pronto il ricorso all’autorità giudiziaria

Il deputato regionale Pippo Gennuso è stato ancora una volta sospeso dalla carica di parlamentare all’Ars. La comunicazione è stata fatta in aula dal presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè. Per il deputato rosolinese si tratta della seconda sospensione per effetto della legge Severino dopo che il 9 aprile dello scorso anno è stato sostituito dalla melillese Daniela Ternullo, per poi riprendersi il seggio un mese dopo a seguito del patteggiamento della pena per traffico d’influenze illecite. In sede processuale i legali dimostrarono la sua estraneità al reato di corruzione e, non essendo stato interdetto dai pubblici uffici e nemmeno subito pene accessorie, Gennuso ha riottenuto lo scranno a Sala d’Ercole.

Con questa sospensione, il seggio è stato riassegnato all’on. Ternullo. Ma i legali difensori di Gennuso, prof. Carlo Taormina e Gianluca Tognozzi, hanno presentato alla Corte di Cassazione il ricorso straordinario contro l’ordinanza emessa l’11 novembre dalla sesta sezione della Cassazione con la quale ha dichiarato inammissibile il precedente ricorso dello stesso Gennuso relativo alla sentenza di patteggiamento del 18 luglio dello scorso anno con cui il gip del tribunale di Roma lo ha condannato a 1 anno e 2 mesi di reclusione, “previa riqualificazione dell’originaria imputazione per corruzione in atti giudiziari nella diversa ipotesi di traffico di influenze illecito”.

La difesa, nella buona sostanza, ha chiesto alla Cassazione di emettere un verdetto di assoluzione per Gennuso nella vicenda relativa all’annullamento delle elezioni regionali del 2012 da parte del Cga.

“Faremo ricorso all’autorità giudiziaria ponendo un problema di costituzionalità”. In questi termini si esprime il professore Carlo Taormina rispetto alla decisione della Regione siciliana di applicare una nuova sospensione al deputato regionale Pippo Gennuso.

C.A.

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