Maxi frode sul gasolio: cinque indagati nel Catanese

Si sarebbe rifornito di 400 mila litri di gasolio da raffinerie dell’Est Europa che faceva arrivare in Italia su gomme o treno merci, utilizzando documenti che attestavano falsamente il trasporto di liquido bio-anticorrosivo, esente da imposte.

La Guardia di Finanza di Catania, con il coordinamento della Procura etnea, realizzato da un imprenditore siciliano e da altri quattro indagati per sottrazione fraudolenta al pagamento delle accise sui prodotti energetici.

La guardia di finanza ha eseguito, nelle province di Catania, Siracusa, Enna, Cesena e Roma, un’ordinanza di custodia cautelare e sequestrato beni per 235.000 euro, 143.000 litri di prodotti energetici, un deposito abusivo, sette tank container, trattori, semirimorchi e 58 cisterne.

Al centro delle indagini l’imprenditore di Adrano del settore dei trasporti e della logistica, Alfredo Carcagnolo, di 38 anni, a cui la Procura contesta anche di essersi approvvigionato di gasolio agevolato a uso agricolo, con la complicità di Armando Grillo e di una cooperativa di Biancavilla amministrata da Rocco Di Primo, con cui però riforniva i suoi mezzi aziendali, con significativi risparmi di imposta visto che quel carburante ha aliquote ridotte rispetto a quelle previste per l’autotrazione.

Secondo le indagini del nucleo Pef delle Fiamme gialle di Catania, Carcagnolo, grazie all’intermediazione di Andrea Morroni, titolare della società inglese Oil & Oil trading Ltd, si sarebbe rifornito di circa 400mila litri di gasolio di tre raffinerie dell’Est Europa con la complicità di tre autisti, uno dei quali è Piero Puglisi.

Il Gip del tribunale di Catania ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Carcagnolo e Puglisi e il divieto di esercitare attività di impresa per Morroni, Grillo e Di Primo. Disposto anche il sequestro delle imprese coinvolte nella frode

By Francesco Nania

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