Musica: A rischio chiusura oltre il 50% delle piccole imprese con circa 100 mila posti di lavoro

Nasceva un anno fa il Coordinamento di Musica e Spettacolo dal Vivo a Napoli portavoce delle piccole realta’ del settore.

A rischio chiusura oltre il 50% delle piccole imprese con circa 100 mila posti di lavoro a rischio nel settore piu’ fragile, debole, non rappresentato e invisibile: servono piu’ risarcimenti immediati, piu’ sostegni a piu imprese, artisti e lavoratori, piu’ bandi con maggiori fondi alle realta’ italiane

Dopo un anno di attività, ecco tutte le richieste al Governo per la tutela del settore musica e spettacolo dal vivo della filiera indipendente ed emergente in attesa di essere convocati al Tavolo permanente per lo Spettacolo dal Vivo.

 

Era esattamente un anno fa quando nascevano a Napoli ufficialmente dopo essere stati presentati a Milano, Roma e Bologna gli Stati Generali della Musica Indipendente ed Emergente che hanno poi fatto un grandissimo lavoro con i coordinamenti StaGe!, musica e spettacolo dal vivo insieme e uniti tra musica, cinema, teatro, strumenti musicali, artisti , lavoratori e tante altre figure, con oltre 50 realta’ rappresentante, e Indies, con le piccole etichette indipendenti e tutta la filiera indipendente della musica formata da festival contest, club, circoli, musicisti, dj, videomaker, fornendo contributi, idee e proposte agli incontri al Mibact e con le Regioni, con particolare attenzione da parte della Regione Lazio e Regione Emilia Romagna con progetti come la Legge sulla Musica e LAziosound, talune recepite, altre apprezzatissime dai Parlamentari delle Commissioni Cultura, Istruzione e Lavoro Camera e Senato e segnalando anche alcune distorsioni a favore dei big stranieri, un contributo quindi il nostro indispensabile per comprendere fino in fondo la realta’ culturale e musicale del paese fatta di piccole imprese, partite iva, piccole cooperativa, free lance e lavoratori intermittenti e tante altre figure che se non sostenute rischiamo di chiudere e fare chiudere così la filiera del Made in Italy culturale e musicale italiano.

Stage! Coordinamento Musica e Spettacolo Indipendente ed Emergente consta di oltre 60 realtà nazionali in rappresentanza di circa 50 mila operatori della filiera dello spettacolo indipendente ed emergente. Nato da un’esigenza spontanea già prima dell’emergenza Covid 19, con l’intento di confrontarsi sulle difficoltà del settore musicale e trovare possibili soluzioni,durante la pandemia ha visto aggregarsi anche realtà indipendenti di altre forme artistiche, dello spettacolo e cultura in generale e ha portato avanti un incessante lavoro, puntando, da un canto, sull’ascolto e raccolta delle istanze provenienti dal basso e dall’altro

sull’interlocuzione con i rappresentanti istituzionali. In questi mesi abbiamo assistito ad una importante volontà da parte delle rappresentanze istituzionali tutte al fine di cercare di capire quali siano le necessità della filiera dello spettacolo dal vivo e abbiamo altresì assistito allo sforzo, apprezzabile e apprezzato, di tradurre tali esigenze in provvedimenti.

Pur tuttavia, ad oggi, i risultati non sono adeguati a tutelare le fasce più deboli del comparto, e cioè gli indipendenti e gli emergenti, che risultano ancora una volta penalizzati e in certi casi

totalmente dimenticati.

È evidente che difetta una conoscenza vera, reale, concreta del mercato del lavoro in questo segmento.

Ecco, dunque, che risulta necessario, lo si ribadisce ancora una volta, l’istituzione di un Tavolo di lavoro permanente che possa mettere in luce quelle che sono le problematiche che gli operatori incontrano ogni giorno; occorrono professionalità che abbiano un’esperienza sul campo, in grado di illustrare i meccanismi, le regole, attraverso cui il comparto lavora, quali sono i canali economici attraverso i quali si alimenta e ciò al fine di adottare azioni efficaci ad assicurare, in primis, relativamente al periodo in atto, un sostentamento dignitoso, e, più in generale, il diritto di uguaglianza sostanziale di tutti i lavoratori del settore.

Teniamo a precisare che tali azioni, sovente, non comportano ulteriore esborso di finanze da parte dello Stato, semplicemente una diversa e più efficace distribuzione delle risorse.

E teniamo anche a sottolineare come l’interesse della categoria – che in questi mesi ha dato  testimonianza dello straordinario senso di responsabilità, adattamento, capacità di

organizzazione (1 solo caso di contagio covid fra giugno e ottobre su circa 350.000 spettatori) – è quello di poter esercitare in condizioni dignitose il proprio diritto al lavoro e di far fronte

comune nella lotta contro il sommerso.

Cultura è libertà, cultura è il motore evolutivo di ogni società e le produzioni artistiche e culturali indipendenti, in senso lato, costituiscono quel laboratorio sperimentale che consente di tenere acceso tale motore. Chiediamo di poter apportare il nostro contributo fattivo, in rappresentanza delle istanze dal basso, e ciò non solo con il fine di tamponare ai bisogni di

questa tremenda congiuntura, ma con l’intento piuttosto di poter regolamentare giuridicamente il settore e di attuare una parità di diritti vera, sostanziale fra tutte le espressioni

dello spettacolo, dei suoi lavoratori e delle opere artistiche nel complesso.

In considerazione di quanto ora esposto e del danno economico patito – 80% di eventi in meno con una perdita di fatturato del 90% e presumibile chiusura entro fine anno del 50% delle

aziende – i provvedimenti adottati risultano lontani dall’essere sufficienti sia dal punto di vista economico che della ripartizione delle risorse.

È, infatti, noto che i lavoratori del settore siano stati fra i più colpiti dalla crisi. Alcuni di questi sono costretti all’immobilità lavorativa da fine febbraio (ad esempio le orchestre di liscio), altri, hanno potuto lavorare occasionalmente in base alle possibilità date dai Dpcm e dalle difficoltà

del mercato. Anche nel momento in cui le restrizioni sono state più attenuate, le occasioni di lavoro sono state comunque molto limitate dalla capienza ridotta e dal taglio dei costi da parte dei locali, dalla moria delle sagre e feste paesane, da sempre fonte di lavoro.

Ciò premesso, in merito alla situazione contingente e ai provvedimenti che si ritengono di estremamente urgente adozione si segnala:

– Necessità di Istituzione di un Tavolo Permanente di confronto presso il Mibact con la partecipazione attiva di rappresentanze del Mise, Ministero del Lavoro e degli altri

ministeri coinvolti, della Commissione Cultura al Senato , della Commissione Cultura alla Camera presso il quale convocare tutte le realtà comparto – ivi comprese quelle più piccole, spesso a più alto tasso innovativo ma più fragili economicamente e meno tutelate – al fine di valorizzare e sostenere la produzione culturale in ogni sua espressione e gli eventi, settori com’è risaputo fermi sostanzialmente da mesi.

– Istituzione di un Tavolo di confronto con Rai e radio televisioni nazionali, per l’inserimento nei palinsesti delle produzioni indipendenti ed emergenti della musica, cinema, teatro, spettacolo nel complesso; così facendo si consentirebbe a queste figure, da un canto di percepire gli introiti spettanti secondo la legge sul diritto d’autore – introiti che oggi, invece, vengono percepiti solo dai Big del settore poiché solo le loro produzioni

vengono inserite in programmazione – e dall’altro di avere comunque un po’ di visibilità in un momento che vieta ogni possibile attività dal vivo, e pertanto, possibilità di

proporsi al pubblico e fidelizzarlo.

Mantenimento degli ammortizzatori sociali fino al perdurare dell’emergenza, in linea

con quanto fatto fino ad ora, ma anche attraverso il mantenimento delle indennità lavoratori dello spettacolo per chi non può accedere agli ammortizzatori.

Velocizzazione dei tempi di erogazione delle indennità (ad oggi, devono ancora essere saldate le indennità per i mesi di giugno e luglio).

– Necessità di chiarezza e uniformità di applicazione delle disposizioni dei Dpcm da parte dell’Inps; in tal senso di segnala che i lavoratori intermittenti dello spettacolo e i soci di cooperativa inquadrati con contratto di lavoratori autonomi dello spettacolo sono stati trattati diversamente a seconda delle sedi Inps di riferimento, per cui taluni hanno visto

accolta la richiesta di indennità altri esitata negativamente, con gravissima violazione del diritto di uguaglianza e in difformità dello spirito dei provvedimenti: nessuno deve restare indietro.

Ciò è estremamente grave se si pensa che, in questi mesi, a taluni è stata negata ogni occasione di poter lavorare e queste somme, seppur minime (circa €. 400,00) e al di sotto del reddito minimo di sussistenza rappresentano l’unica fonte di sostentamento.

Si chiede, pertanto, l’invio di una nota interpretativa, da parte del Ministero competente all’Inps, che chiarisca che tali tipologie contrattuali non costituiscono motivo di esclusione.

– Estensione dei sostegni a fondo perduto e indennità, previste a seguito della crisi emergenziale, a tutte le professionalità della filiera, in tal senso, si ricorda che i decreti Ristori e Ristori bis, nonostante le segnalazioni fatte pervenire, non annoverano diversi codice Ateco ( che elenchiamo di seguito) che riguardano attività fondamentali per il comparto, si pensi, ad esempio, alla mancata contemplazione delle attività di

registrazione sonora ed editoria musicale (59.20), senza le quali non si metterebbe in moto il mercato della discografia.

– Modifica dei criteri di accesso ai contributi a fondo perduto. Com’è noto, infatti, tali criteri comparano l’ammontare del fatturato e corrispettivi del mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Tali mensilità per la filiera dello spettacolo dal vivo non sono significative, svolgendosi le attività lavorative prevalentemente nel periodo estivo, si chiede, pertanto, l’estensione dell’arco temporale di riferimento e di effettuare, conseguentemente, la comparazione fra le annualità su tutto il periodo

marzo – novembre, in subordine prendendo a riferimento i periodi fra il 23 febbraio -15 giugno e fra il 24 ottobre e il 3 dicembre, salvo ulteriore proroga delle restrizioni, stante che in questo lasso di tempo sono state registrate perdite stimabili in circa l’80%

– Sostegni ai lavoratori dello spettacolo almeno fino a marzo 2021, ritenuto che, quand’anche la pandemia dovesse arrestarsi, tale settore inizierà le proprie attività non

prima della prossima primavera – estate – Modifica criteri di accesso al Tax credit musica e cinema. Per il primo settore si chiede vengano prese in considerazione anche le produzioni 2019 – che a causa degli eventi

non hanno potuto essere promozionate, che si riduca il numero di opere fisiche distribuite poiché il quantitativo richiesto (1000 copie) risulta ormai anacronistico stante la prevalenza della distribuzione digitale e che il supporto venga limitato alle aziende italiane così gravemente colpite. Tax Credit alle opere discografiche come sostengo

diretto.

Per il settore cinema si chiede l’accesso al credito d’imposta anche a quelle aziende che non abbiano un capitale sociale minimo interamente versato e un patrimonio netto pari

ad almeno 40.000 euro.

– Sgravi Art Bonus anche ai Festival privati e Bonus Art a studenti delle università

– Proroga di sei mesi del termine di consegna delle produzioni cinematografiche ammesse ai contributi selettivi, stante l’impossibilità di ultimare le opere a causa delle restrizioni covid, ed elargizione, per i mesi di inattività, di un bonus in percentuale al contributo già stanziato.

– Intervento urgente al fine di avere spazio nella programmazione di Next Gemeration Eu (Recovery Fund), considerato che ad oggi, nella prima bozza presentata all’Europa, non si prevedono titoli specifici e stanziamenti significativi per la cultura che devono avere almeno il 3% dei fondi.

– Emanazione nuovo Bando Discografia stante che il precedente, sostanzialmente, ha negato l’accesso alla stragrande maggioranza delle etichette e case di edizione, privilegiando esclusivamente le major e la vecchia discografia

– Ripartizione immediata dei fondi del Vecchio Imaie agli esordienti emergenti indipendenti e attivazione Bando per tutta la filiera, dagli artisti ai produttori, dalle agenzie ai club, dai festival ai produttori di videoclip, etc.

– Utilizzo di una parte dei fondi voucher dei concerti big già pagati e incassati dai grandi player dei concerti live per il sostegno, e quale anticipo, in favore delle maestranze tecniche costrette a non lavorare a causa dell’annullamento degli spettacoli.

Attivare la direttiva UE sul copyright e attivare un tavolo coi giganti del web per maggiori royalties per il settore

Ancora si segnala la necessità di un ruolo più incisivo dei Big Player dei Diritti , ad esempio con un piccolo fondo di solidarieta’ tra Grandi e Piccoli, e di un raccordo per le politiche europee di settore al fine di contrastare le major multinazionali del digitale, live e dischi e consentire la sopravvivenza della filiera del Made in Italy musicale.

Nati da un’esigenza spontanea degli operatori del settore musicale, quasi due anni addietro partendo dalla Milano Music Week, nel tempo è riuscito a dar voce a quanti lavorano nel comparto.

Le problematiche sollevate sin dalla prima ora sono diventate ancor più gravi e indifferibili con l’emergenza Covid-19. Durante tale periodo StaGe insieme a Indies hanno svolto un lavoro intenso e costante, allargando la propria rete di contatti e collaborazioni ed estendendo il percorso al mondo di tutte le arti e della cultura in generale.

Allato a un impegno certosino nella mappatura dei bisogni della filiera, ci si è impegnati nell’elaborazione di ipotesi risolutive degli stessi e di conseguente interlocuzione con le istituzioni.

Tanti i tavoli di lavoro, locali e nazionali, cui ha partecipato attivamente e tante le proposte avanzate confluite in diversi provvedimenti adottati.

In tal senso ricordiamo, a mero titolo di esempio, la partecipazione ai Tavoli Generali nella prima quarantena con due incontri con il Ministro e il Sottosegretario, gli incontri positivi con la Direzione Generale dello Spettacolo dal Vivo e c on la Direzione Generale sul Diritto d’Autore avvenuti a piu’ riprese su diversi temi concordando linee di azione. Si sono succedute, inoltre, diverse òpositive e costruttive interlocuzioni sia con il Senato che Camera, con audizione alle Commissioni Cultura e Istruzione Senato sia nel mese di luglio che settimana scorsa, analogamente alla Commissione Cultura e a quella Lavoro presso la Camera dei Deputati, alle quali, fino a qualche giorno addietro, su invito dei Presidenti di tali Commissioni abbiamo inviato report con un sunto delle proposte elaborate dopo l’elaborazione redatta nella prima quarantena per la Commissione Cultura Camera e recepita in gran parte.

Insomma, un grandissimo lavoro che fa da portavoce a una realta’ che non ha voce e che ci auguriamo venga invitata fin da mercoledì prossimo al Tavolo Permanenente per lo Spettacolo dal Vivo per dare il suo contributo di filiera strettamentte connesso alla dura realta’ che stiamo vivendo.

 

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