Omicidio Nastasi, l’imputato scrive ai magistrati: “Indagate ancora”

Nonostante sia giunta la sentenza definitiva della Cassazione, per la quale dovrà scontare oltre 18 anni di reclusione per omicidio, il pachinese Raffaele Forestieri proclama la sua assoluta innocenza rispetto alla morte del compaesano Emanuele Nastasi, di cui si sono perse le tracce il 5 gennaio 2016. Attraverso il proprio legale, il professore Carlo Taormina, ha inviato una lettera agli inquirenti chiedendo di “accertare cosa sia successo in quella inchiesta, perché siano state fatte quelle dichiarazioni che raccontano un fatto mai esistito, cioè l’aggressione che avrebbero effettuato Paolo e Raffaele Forestieri”.
Il professore Taormina spiega che nella sua missiva, Forestieri: “Richiama l’attenzione sulla esistenza di due fonti confidenziali ritenute da polizia e carabinieri credibili e che polizia e carabinieri non hanno preso in considerazione ed anche a questo riguardo chiede che la Procura agisca senza remore per accertare le ragioni del mancato svolgimento delle indagini. Soprattutto, però la lettera è una pesante richiesta alla magistratura di creare tutte le condizioni perché in testimone chiave parli, dicendo quello che sarebbe realmente accaduto nella sua abitazione con la esclusione di ogni coinvolgimento di Forestieri. Fa presente che la Procura aretusea hanno sentito il bisogno di trasmettere il dossier Tuzza a Catania e che il procuratore generale Scaminaci ha avvertito la necessità di affidare il dossier alla Corte di Catania”.
By wltv

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