Prezzi a confronto tra Ortigia e il resto di Siracusa rilevate dai residenti differenze fino al 50%, a partecipare all’ iniziativa il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente che ha rilevato, grazie al contributo di alcuni cittadini differenze di prezzo tra alimentari di uso quotidiano in Ortigia e negli altri quartieri di Siracusa. L’obiettivo è stato quello di verificare, nella rilevazione svoltasi tra il 1° e il 9 agosto, se, e in quale misura, i prezzi in Ortigia siano superiori rispetto al resto della città. Ai partecipanti è stato chiesto di indicare i prezzi pagati, nei propri punti di acquisto abituali, negli esercizi normalmente frequentati, sia in Ortigia sia in altre zone della città, per un paniere di prodotti, senza ricercare né il prezzo minimo né quello massimo. Dall’analisi emergono differenze significative tra Ortigia e il resto della città:
• Latte UHT 1 L: +17,2% in Ortigia (€ 1,70 vs € 1,45)
• Pane 1 kg: prezzo uguale (€ 4,00)
• Acqua naturale 1,5 L: +50,0% in Ortigia (€ 0,75 vs € 0,50)
• Pasta secca 500 g: +34,2% in Ortigia (€ 2,00 vs € 1,49)
• Caffè espresso al banco: prezzo uguale (€ 1,20)
• Pizza margherita (pizzeria standard): +33,3% in Ortigia (€ 8,00 vs € 6,00)
• Pasta alla norma (trattoria media): +42,9% in Ortigia (€ 10,00 vs € 7,00)
• Aperitivo con spritz: +33,3% in Ortigia (€ 8,00 vs € 6,00)
Il divario più marcato riguarda l’acqua da 1,5 L (+50%), seguita da pasta alla norma (+42,9%) e pasta secca (+34,2%). Pane e caffè sono le uniche voci con prezzo medio identico tra Ortigia e il resto di Siracusa. La rilevazione mostra che, per l’acquisto dei beni oggetto dell’analisi, chi vive in Ortigia sopporta un costo medio più elevato rispetto agli altri quartieri. Dalle segnalazioni, rivela il Comitato Ortigia, emerge che nel centro storico il livello medio dei listini tende a salire, soprattutto nei locali di somministrazione e di distribuzione.
A questo si somma la vocazione turistica dell’isola: una parte dell’offerta calibra i prezzi più sul cliente occasionale che sul residente, con il risultato che lo stesso bene costa di più laddove l’afflusso di visitatori è maggiore, si segnalano anche comportamenti “irrazionali” su esperienze dirette con locali food. Per esempio sono state rilevate anche variazioni improvvise del prezzo, nello stesso esercizio, a distanza di un giorno: un piatto di cozze proposto a 10 euro e poi venduto a 15 euro l’indomani. Un cornetto semplice venduto a 3 euro e poi ridotto alla metà quando l’avventore si è lamentato, segno di una politica commerciale che si commenta da sola, denuncia il portavoce di Ortigia cittadinanza Resistente Davide Biondini secondo il quale le oscillazioni immotivate dei prezzi, in svariati casi, genera nel consumatore incertezza e sfiducia, penalizzando la qualità della vita e l’immagine della città, da qui la richiesta di un confronto con le associazioni di categoria, per definire insieme criteri e pratiche di prezzo equi nelle aree a maggiore pressione turistica, al fine di tutelare sia i residenti che i turisti e gli operatori affidabili.
• Latte UHT 1 L: +17,2% in Ortigia (€ 1,70 vs € 1,45)
• Pane 1 kg: prezzo uguale (€ 4,00)
• Acqua naturale 1,5 L: +50,0% in Ortigia (€ 0,75 vs € 0,50)
• Pasta secca 500 g: +34,2% in Ortigia (€ 2,00 vs € 1,49)
• Caffè espresso al banco: prezzo uguale (€ 1,20)
• Pizza margherita (pizzeria standard): +33,3% in Ortigia (€ 8,00 vs € 6,00)
• Pasta alla norma (trattoria media): +42,9% in Ortigia (€ 10,00 vs € 7,00)
• Aperitivo con spritz: +33,3% in Ortigia (€ 8,00 vs € 6,00)
Il divario più marcato riguarda l’acqua da 1,5 L (+50%), seguita da pasta alla norma (+42,9%) e pasta secca (+34,2%). Pane e caffè sono le uniche voci con prezzo medio identico tra Ortigia e il resto di Siracusa. La rilevazione mostra che, per l’acquisto dei beni oggetto dell’analisi, chi vive in Ortigia sopporta un costo medio più elevato rispetto agli altri quartieri. Dalle segnalazioni, rivela il Comitato Ortigia, emerge che nel centro storico il livello medio dei listini tende a salire, soprattutto nei locali di somministrazione e di distribuzione.
A questo si somma la vocazione turistica dell’isola: una parte dell’offerta calibra i prezzi più sul cliente occasionale che sul residente, con il risultato che lo stesso bene costa di più laddove l’afflusso di visitatori è maggiore, si segnalano anche comportamenti “irrazionali” su esperienze dirette con locali food. Per esempio sono state rilevate anche variazioni improvvise del prezzo, nello stesso esercizio, a distanza di un giorno: un piatto di cozze proposto a 10 euro e poi venduto a 15 euro l’indomani. Un cornetto semplice venduto a 3 euro e poi ridotto alla metà quando l’avventore si è lamentato, segno di una politica commerciale che si commenta da sola, denuncia il portavoce di Ortigia cittadinanza Resistente Davide Biondini secondo il quale le oscillazioni immotivate dei prezzi, in svariati casi, genera nel consumatore incertezza e sfiducia, penalizzando la qualità della vita e l’immagine della città, da qui la richiesta di un confronto con le associazioni di categoria, per definire insieme criteri e pratiche di prezzo equi nelle aree a maggiore pressione turistica, al fine di tutelare sia i residenti che i turisti e gli operatori affidabili.
