
“L’istituzione di un’area di crisi industriale complessa del Polo Petrolchimico di Siracusa è comunque un passo avanti, ma per un reale rilancio è necessario mettere in atto ulteriori interventi e finanziamenti”.
Il sindaco di Priolo Gargallo, Pippo Gianni, era presente ieri presso la sede della Camera di Commercio di Siracusa, insieme agli altri sindaci dei Comuni che gravitano nell’area industriale, alla stipula del protocollo d’intesa per l’istituzione di un’area di crisi complessa, da sottoporre al Ministero dello Sviluppo Economico.
“All’assessore regionale Turano – afferma il sindaco Gianni – va dato atto dell’impegno per il risultato raggiunto per favorire l’economia della nostra provincia. Ieri, cogliendo l’occasione della sua presenza, mi sono permesso di sottoporgli alcuni punti da attenzionare. Uno riguarda il porto di Augusta, che ha necessità di essere finanziato, sostenuto e rilanciato per diventare nuovo porto hub d’Italia. Con Turano abbiamo discusso della zona industriale di Priolo. Non voglio essere ripetitivo – continua il sindaco Gianni – ma è giusto ricordare che questo polo industriale ogni anno versa allo Stato oltre 16 miliardi di prelievo fiscale. Di tutto ciò, non abbiamo avuto ad oggi alcun ritorno. Per questo sarebbe giusto da parte dello Stato inserire all’interno del PNRR, il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, il finanziamento di tutti quegli impianti esistenti nel nostro Polo industriale che possono rientrare nel passaggio alla transizione energetica. Da un lato – dice ancora il primo cittadino – potremmo ottenere la riduzione dell’inquinamento atmosferico e dall’altro immaginare un futuro seguendo le indicazioni dell’Europa. Voglio infine ricordare – conclude il sindaco Gianni – che oltre a versare allo Stato ingenti risorse economiche, ogni anno il nostro territorio paga questa situazione a caro prezzo, in termini di vite umane. Troppa gente continua ad ammalarsi e a morire; sappiamo che purtroppo non ci sarà mai una compensazione adeguata al prezzo che abbiamo pagato e a quello che continuiamo a subire, ma credo che comunque una compensazione nei confronti della popolazione che vive nei comuni della zona industriale sia un atto dovuto da parte dello Stato e dell’Europa
