I familiari del priolese Angelo Cavalieri, il 51enne morto il 27 febbraio, a distanza di poco meno di un giorno dal pestaggio subito in via dei Castel Lentini, chiedono che sia eseguita una perizia collegiale per stabilire se vi sia una correlazione tra l’aggressione subita dalla vittima e il suo decesso. Il loro intervento avviene l’indomani che è di dominio pubblico l’esito dell’autopsia sul corpo dell’operaio da cui si evincerebbe che la sua morte sarebbe da ricondurre alla grave epatopatia di cui era affetta.
“Pur rispettando la decisione del Gip Alessandra Gigli – afferma l’avvocato Domenico Mignosa, che assiste la famiglia della vittima – consideriamo inevitabile la conseguenza della morte al pestaggio subito da Cavalieri e ci opporremo a qualsiasi richiesta da parte della difesa dell’indagato della revoca della misura cautelare in carcere”. A carico del 46enne indagato si prospettano i reati dio tentato omicidio e di tentata estorsione, essendo caduto il reato più grave di omicidio volontario. Nel convincersi a chiedere la perizia collegiale, l’avvocato Mignosa sottolinea quanto gli stessi consulenti affermino che “le lesioni traumatiche documentate, in ragione della sede anatomica interessata e dei mezzi con cui risultano essere state inferte, appaiono astrattamente idonee a determinare conseguenze anche gravi per la vita del soggetto”.
