Mentre il resto del mondo si prepara ai grandi cenoni e si avvolge in pesanti cappotti, a Catania esiste un rito collettivo che sfida le temperature e celebra il coraggio: la San Silvestro a Mare. Ogni 31 dicembre, il borgo marinaro di Ognina si trasforma nel palcoscenico di una delle gare di nuoto internazionale più originali e amate al mondo, un appuntamento che fonde sport, goliardia e tradizione.
Nata quasi per scommessa, questa manifestazione è diventata negli anni un simbolo della città, capace di attirare migliaia di spettatori lungo le banchine del porticciolo, tutti pronti ad ammirare (e applaudire) i temerari che scelgono di salutare l’anno vecchio con una nuotata nelle acque gelide del golfo.
La San Silvestro a Mare non è solo una gara, è un’eredità. Fu creata nel 1960 da Lallo Pennisi, vera e propria istituzione della pallanuoto catanese, che ebbe l’intuizione di trasformare l’ultimo giorno dell’anno in una festa dello sport all’aperto.
Da quel primo tuffo sono passati oltre sessant’anni, ma lo spirito è rimasto intatto. Oggi la gara accoglie partecipanti di ogni tipo.
Professionisti.
Amatori.
Ogni fascia d’età.
Internazionalità.
Il cuore dell’evento è il porticciolo di Ognina. L’immagine di centinaia di nuotatori pronti allo scatto mentre la folla incita dalle barche e dalle banchine è qualcosa di unico al mondo. Non si tratta solo di vincere; per molti, il vero traguardo è partecipare a questo augurio collettivo, un modo energico e vitale per accogliere l’arrivo del nuovo anno.
L’evento è diventato un’attrazione turistica di rilievo, capace di calamitare l’attenzione di media e sportivi da ogni dove, confermando come la Sicilia sia una terra capace di vivere il mare 365 giorni l’anno.
