Siracusa. Consorzio Plemmirio, non è in atto nessuna svendita

I partner consorziati che gestiscono l’Area Marina Protetta Plemmirio, il Comune e il Libero Consorzio Comunale già ex Provincia regionale di Siracusa, lavorano per  scongiurare il pericolo di un commissariamento del Consorzio Plemmirio, per garantirne la sopravvivenza e una buona governance , nel presente e nel futuro.

La precisazione arriva dal Cda del Consorzio Plemmirio composto dalla presidente Patrizia Maiorca, dalla vicepresidente Concetta Carbone e da Sabina Zuccaro.

<<Non c’è nessuna speculazione in atto, come ventilato da alcune notizie circolate in questi giorni – affermano – sono parole che riempiono di amarezza chi si impegna  per portare avanti un lavoro, a volte assai complesso, in favore della protezione del mare, dell’ambiente e di un bene che appartiene alla città. Nel Consorzio non c’è alcuna spartizione, non fosse altro che perché non ci sono soldi. Cosa dovremmo spartire il mare e i pesci?>>.

In merito alla possibile associazione della Stazione Zoologica Anton Dohrn tra i partner del Consorzio Plemmirio è necessario, si rileva, fornire una breve cronistoria che faccia piena luce sugli eventi e sulle conseguenti decisioni assunte in seno agli organi competenti.

Cronistoria, si evidenzia ancora, suffragata da atti ufficiali, incartamenti scritti nero su bianco e sempre a disposizione degli interessati che li volessero consultare.

Le difficoltà di gestione, raccontano dal Consorzio Plemmirio, iniziano a palesarsi con evidenza a  cominciare dalle ben note difficoltà economiche di uno dei partner consorziati, il Libero Consorzio Comunale, non più in grado di versare la somma annua necessaria alla gestione. Perviene così la prima richiesta del Ministero dell’Ambiente di apportare modifiche allo Statuto, volte a permettere l’ingresso di un altro partner per garantire la sopravvivenza del Consorzio che gestisce l’Area Marina Protetta Plemmirio.

Una riforma richiesta dal Ministero per rivedere la “compagine consortile con particolare riferimento agli apporti di risorse ed alla riconfigurazione della struttura consortile”.

Inizia pertanto la ricerca di un Ente partner con i requisiti richiesti ai fini dell’affidamento in gestione delle aree marine protette nazionali, e in una serie di incontri propositivi tra le parti, sempre in stretta concertazione con il Ministero, si sondano alcune candidature nel territorio siciliano che non approdano a nulla.

Intanto, nel 2017, anche dall’altro Ente che regge le sorti del Consorzio Plemmirio, il Comune di Siracusa, evidenziano  difficoltà economiche e, a quel punto, il Ministero tenta di coinvolgere nella concertazione anche la Regione Siciliana, si individua un ulteriore candidato, ma, anche questa volta, senza alcun risultato concreto. Lo stesso Consiglio del Sistema Nazionale ravvisa, infatti, una inopportunità del locale candidato “in ragione di un potenziale conflitto di interesse”.

In breve, nel 2018 è stato proprio l’attuale sindaco Francesco Italia, oggi accusato ingiustamente di “svendita” dell’Ente che ha invece protetto, rilevano dal Cda del Consorzio Plemmirio, che per scongiurare l’ormai prossimo commissariamento dell’Ente gestore dell’area marina, ormai privo di risorse, si è fatto “garante”, attraverso il Comune, per assicurare un sicuro traghettamento verso il nuovo Statuto consortile e soprattutto la continuità di gestione dell’Area Marina Protetta Plemmirio.

<<Perché abbiamo scelto l’Anton Dohrn? – spiegano dal Consorzio Plemmirio – semplicemente perché è il meglio. Possiede tutti i requisiti, anche in relazione ad un prezioso apporto di opera scientifica e di ricerca, e poi perché ha dato subito la sua  disponibilità e la nostra è ormai una lotta contro il tempo. Stiamo parlando di un Ente, vigilato dal Miur e dalla Corte dei Conti, rientrato nella classifica internazionale delle più prestigiose istituzioni di ricerca sugli oceani (fonte agenzia di ranking Expertscape ndr) nonché risulta essere il primo Ente di ricerca tra quelli italiani, tra i primi a livello europeo, al pari con atenei e altre prestigiose istituzioni su scala internazionale.

Tutto ciò ci sarebbe piaciuto molto illustrarlo alla città, nel corso del necessario passaggio degli atti in Consiglio comunale – concludono dal Consorzio Plemmirio – ma purtroppo l’assise cittadina come tutti sanno si è “suicidata”, e questo non è stato più possibile.

Quanto alla gestione del Consorzio Plemmirio, se l’operazione di acquisizione del nuovo partner andasse a buon fine, preme rilevare che il potere decisionale resterebbe sempre in capo ai due Enti locali, il Comune e il Libero Consorzio comunale, i quali continuerebbero ad avere la maggioranza nel nuovo Cda consortile, mentre l’Anton Dohrn potrebbe contare su un solo rappresentante. Ringraziamo sempre chi si interessa dell’Area Marina Protetta Plemmirio e quanti negli anni si sono adoperati perché nascesse e poi operasse al meglio, tuttavia le perplessità e le accuse mosse in questi giorni sono del tutto ingiustificate>>.

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