Siracusa, molestie olfattive a norma di legge. Ecco i risultati Arpa sulla notte dell’11

Prima San Sebastiano, poi l’inquinamento industriale. Il Comune di Melilli ha chiesto e ottenuto all’11 maggio il rinvio della Conferenza dei Servizi al Ministero dell’Ambiente. Il motivo: il 4 maggio, giorno in cui le parti si sarebbero dovute incontrare per discutere sulle nuove prescrizioni Aia, si festeggia il Santo patrono del Comune siracusano. Intanto però i dati sulla qualità dell’aria sono sempre più allarmanti, in considerazione di quelli resi noti da Arpa dopo l’ultimo episodio del 12 aprile.

E dire che nei giorni scorsi il Comune di Siracusa, così come gli altri due del quadrilatero industriale (Priolo e Melilli) erano a Roma per discutere le nuove autorizzazioni integrate ambientali per le aziende del polo petrolchimico. Palazzo Vermexio dopo gli ultimi episodi di cattiva qualità dell’aria avvenuti a metà aprile, aveva presentato esposto in Procura e annunciato a gran voce con una nota ufficiale del sindaco misure stringenti.

È giunto il momento di adottare delle contromisure e che tutti i soggetti interessati di assumano le proprie responsabilità – aveva dichiarato Garozzo -. Agli atti ci sono le chiare prese di posizione del comune di Siracusa su questa situazione, ma in quella sede saremo ancora più netti e chiederemo di far adottare alle industrie del petrolchimico precise prescrizioni. Mi aspetto il sostegno di tutti a queste richieste, anche da parte delle aziende se intendo dimostrare la loro buona fede e l’interesse verso la salute della gente“.

Prescrizioni secondo le Bat (le tecniche più avanzate in materia) e revisione della bolla di raffineria: queste in pratica, così come detto dal primo cittadino dovrebbero essere le “limitazioni” che il Comune vorrebbe venissero inserire nel Parere Istruttorio.

Di quanto discusso in seno alla Commissione istruttoria che dovrà adottare il Pic (parere istruttorio conclusivo) – afferma l’assessore alle Politiche ambientali di Siracusa, Pierpaolo Coppanon posso dire nulla perché è sottoposto al segreto d’ufficio. Sono certo e fiducioso che il Pic e le determinazioni che verranno assunte, al termine del procedimento, dalla conferenza dei servizi terranno conto delle esigenze di tutela della salute del territorio. Il nostro unico interesse è di assicurare che vengano adottate le prescrizioni necessarie perché le attività industriali vengano esercitate garantendo la salute dei cittadini.

Intanto qualcosa sembra smuoversi anche a Palermo, visto che è finalmente pronto il Piano regionale sulla qualità dell’aria, curato da Arpa Sicilia, ottenendo il nulla osta dalla Giunta Crocetta e adesso è al vaglio dell’amministrazione regionale per l’avvio della procedura di Vas (valutazione ambientale strategica). Anche se, per una migliore revisione delle Aia sarebbe stato ottimale che il Piano fosse già approvato e in vigore, così da poter evidenziare le criticità sul territorio regionale su cui intervenire.

Inoltre Arpa a margine degli ultimi miasmi ha nuovamente scritto al Ministero dell’Ambiente, dopo che lo scorso anno aveva già chiesto una revisione delle leggi sugli inquinanti, visto che le concentrazioni di alcuni composti di chiara origine industriale sono valutate su base annua e il loro impatto non è quindi valutabile. Per di più, la Regione non era presente al tavolo romano e non ha nemmeno inviato l’Arpa per essere delegata.

Fra questi ad esempio gli Idrocarburi non metanici (Nmhc) e l’Idrogeno solforato (H2S), che causano frequenti disturbi alla popolazione, in particolare per le fastidiose caratteristiche odorigene o i mercaptani, anch’essi molto presenti in atmosfera in prossimità di grandi insediamenti industriale,  proprio come a Siracusa e la sua provincia. In questo caso però, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha fatto un’accurata relazione sui miasmi, segnalando quantitativi di idrocarburi non metanici “di ben due ordini di grandezza superiori ai valori di fondo normalmente registrati” come si legge nella nota inviata a Ministero e Comuni.

Il riferimento di Arpa è all’evento del 12 aprile, quando a Priolo Gargallo si sono registrati picchi di 5000 microgrammi su metro cubo, con una media oraria di 600 microgrammi, su una soglia tollerata e ancora non normata di 200 microgrammi su metro cubo per un massimo di due ore. Ma tutto questo, che apparentemente dovrebbe essere una priorità politica a salvaguardia della cittadinanza, viene dopo la festa patronale. E se fino a oggi in caso di puzze non sapevamo a che santo appellarci, un indizio arriva da Melilli.

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