Siracusa. Museo P. Orsi, il sindacato: “Emergenza Covid, custodi dimenticati”


“Sono stati necessari 57 giorni e una costante pressione per ottenere i tamponi di massa negli uffici del parco archeologico di Siracusa. Eppure, già dall’inizio del mese di marzo, si sapeva che vi fosse stato un focolaio e che il contagio fosse un pericolo dietro l’angolo”. Per Paola Di Gregorio, sindacalista della Cisl, che ha seguito da vicino l’evolversi della situazione, nella gestione dell’emergenza sanitaria al polo museale non si sarebbe data la giusta importanza e priorità allo screening di tutto il personale. “Malgrado la morte per Coronavirus del direttore Rizzuto e della sua segretaria – continua Di Gregorio – nonostante i diversi casi di positività, i dipendenti sono stati sottoposti a tampone soltanto venerdì. Non solo, abbiamo dovuto fare il diavolo a quattro per inserire nella lista consegnata all’Asp e limitata agli amministrativi anche i custodi, costretti a recarsi sul posto di lavoro per svolgere la loro mansione indifferibile. Oggi li hanno dotati di quelle mascherine che il presidente della regione Musumeci aveva rifiutato ritenendole un’offesa. Perché questo trattamento? Siamo pronti a segnalare l’episodio all’Inail”.

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