Terzo mandato: Auteri possibilista ma…

“Non si può votare il terzo mandato sic et simpliciter come se fosse una formalità. La Regione Siciliana è a Statuto speciale e le norme vanno recepite e disciplinate nel rispetto delle nostre prerogative e con un confronto serio nelle commissioni di merito”. Lo dichiara il deputato regionale Carlo Auteri, intervenendo nel dibattito acceso dopo la recente pronuncia della Corte Costituzionale in materia di terzo mandato nei Comuni siciliani e a seguito delle dichiarazioni del presidente Ars Gaetano Galvagno e del presidente ANCI Sicilia Paolo Amenta. “Stiamo assistendo a una pantomima che non aiuta né i cittadini né le istituzioni — prosegue Auteri —. Non si può ridurre tutto a un sì o a un no in Aula, invocando il voto segreto o facendo appello diretto alla Corte. Le regole si scrivono nelle sedi competenti, con un’istruttoria adeguata e un confronto approfondito”. Il parlamentare ribadisce la propria posizione contraria al terzo mandato: “Sono stato tra i fautori della bocciatura del terzo mandato perché non lo considero uno strumento democratico per chi chiede un cambio di passo. La politica non è un poltronificio e la difesa dello status quo la lasciamo a chi intende mantenere rendite di posizione”. Secondo Auteri, il punto centrale non è soltanto il recepimento della norma nazionale, ma la necessità di disciplinare correttamente il quadro complessivo: “La legge deve passare dalle commissioni di merito per definire con chiarezza anche il tema delle incompatibilità, ad esempio tra un sindaco al terzo mandato e il ruolo di deputato regionale. Non si può ignorare questo aspetto”. Infine, il deputato sottolinea la propria disponibilità a esprimere apertamente la propria posizione: “Io non ho bisogno del voto segreto per dire il mio no, ma non vedo nulla di male a chiedere di poter utilizzare questo strumento. La politica è un percorso di vita fatto di responsabilità e trasparenza. Affronteremo il confronto nelle sedi istituzionali, nel rispetto delle regole e delle prerogative della nostra autonomia speciale”.

By Redazione

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