La sezione disciplinare del Csm ha sanzionato con il blocco della progressione di stipendio e della carriera, fino alla prossima valutazione di professionalità (fra due anni), il giudice Lirio Conti, da alcuni anni in servizio a Palermo, ma punito per alcuni episodi avvenuti quando era al tribunale di Gela (Caltanissetta), sede che aveva dovuto lasciare nel 2019 per incompatibilità ambientale. Il magistrato, che ha preannunciato il ricorso in Cassazione, è stato riconosciuto responsabile di episodi ritenuti in contrasto con l’esercizio della giurisdizione: avrebbe cioè acquistato e avuto più rapporti di compravendita con i titolari di una concessionaria gelese, coinvolti in vari processi proprio a Gela. Si tratta di Salvatore e Rocco Luca, padre e figlio, con cui Conti avrebbe trattato almeno sei auto, tra cui una Porsche Cayenne (avuta in comodato e assicurata con una polizza intestata alla Car auto srl). Salvatore Luca, tra l’altro, era stato imputato in un procedimento penale celebrato da un collegio presieduto nel 2008 da Lirio Conti; l’accusa era di favoreggiamento aggravato dall’agevolazione di Cosa nostra (riguardava un componente del clan Madonia Emmanuello): l’uomo era stato assolto e poi, su ricorso della Procura, condannato in appello, con una pena successivamente divenuta definitiva. In caso di esito negativo alla prossima valutazione, il giudice potrebbe essere radiato dalla magistratura.
